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Da Walmart a Pessina, corsa per Esselunga

Esselunga va avanti. Ieri è stato nominato il nuovo presidente dell’immobiliare Villata Giuseppe Pirola, dell’omonimo studio tributario, in sostituzione di Bernardo Caprotti e oggi si terrà il primo cda del nuovo corso di Esselunga e della controllante Supermarkets Italiani. All’ordine del giorno l’approvazione della semestrale, ma il consiglio sarà anche l’occasione per fare il punto sul futuro.
Piergaetano Marchetti, che ha sostituito Caprotti alla presidenza della holding che controlla i supermercati, avrebbe già contattato gli eredi, o i loro legali, per capire come procedere. Violetta Caprotti, che è assistita dallo studio Bonelli Erede, starebbe ancora esaminando i vari documenti e prima di sedersi intorno a un tavolo vorrebbe fare una ricognizione approfondita del patrimonio del padre. Se è vero che tutti gli eredi hanno a cuore l’azienda e i suoi 22 mila dipendenti, è anche vero che non c’è fretta di agire, anche se la strada della vendita è segnata e risponde alle ultime volontà del fondatore.
Vanno prima definiti diversi dettagli, tra cui se vendendo il 70% (o buona parte della quota ereditata dalla moglie Giuliana e della figlia Marina) scatta automaticamente la vendita allo stesso prezzo del 30% di Esselunga in mano ai figli di primo letto. Inoltre vanno definiti alcuni aspetti non secondari, dalla politica dei dividendi alla governance del periodo di interregno, prima della cessione dei supermercati. E anche in questo caso, bisognerà capire come procedere, anche se l’asta competitiva pare la formula più trasparente e garantista per tutti. Anche se nulla di tutto ciò è stato deciso già si è formata una coda di advisor e possibili compratori, disposti a entrare in partita. Ora che non sarà più Bernardo a scegliere l’acquirente, tutti i principali rivali esteri di Esselunga si stanno facendo avanti.
Oltre i private equity che avevano già fatto un’offerta non vincolante, avrebbe preso ulteriori contatti l’americana Walmart, che in estate aveva fatto una ricognizione informale.
In campo anche l’olandese Ahold – citata da Caprotti nel testamento – l’elvetica Migros, le francesi Carrefour e Auchan, e pure la Wallgreen dei Pessina, che ha appena diversificato le sue farmacie anche sul cibo.

Sara Bennewitz

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