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Wall Street vola grazie alle banche

Volano i colossi bancari e vola la Borsa di New York. Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno sorpreso anche gli analisti, chiudendo il terzo trimestre con risultati migliori delle attese e trascinando i listini americani ad un nuovo record. Alla vigilia del trentennale del famoso “lunedì nero” (19 ottobre 1987), quando crollarono tutte le Borse del mondo e il Dow Jones perse in un colpo il 22,6%, la finanza Usa non potrebbe vivere – almeno stando ai parametri di Wall Street – momento migliore.
Nell’era di Trump – nonostante tutti i problemi della Casa Bianca all’interno – l’economia continua a funzionare e la Borsa a premiare gli investitori. Ieri per la prima volta il Dow Jones ha superato i 23mila punti – per poi fermarsi a 22997,44 – e dall’8 novembre (giorno della vittoria elettorale di The Donald) l’indice di Borsa è salito del 25%. Il precedente scalino-record, fissato a 22mila punti, era stato raggiunto dal New York Stock & Exchange il 2 agosto. E adesso c’è chi pronostica un nuovo record per il prossimo Natale.
Spiccano su tutti i risultati di Goldman Sachs. La banca, che per anni è stata considerata il gioiellino di Wall Street, ha chiuso il terzo trimestre con un utile in aumento a 2,13 miliardi di dollari, con i ricavi che sono saliti a 8,33 miliardi di dollari (a fronte degli 8,17 miliardi di dollari dello scorso anno). Cifra molto più alta dei 7,54 miliardi attesi dai maggiori analisti. Ottima anche la performance di Morgan Stanley, che mette a segno tra luglio e settembre un utile in aumento del 12% a 1,78 miliardi di dollari con ricavi in crescita del 3,2% a 9,2 miliardi di dollari.
Wall Street festeggia, dopo che già lunedì aveva brindato ai nuovi record raggiunti, in una corsa al rialzo che continua senza sosta. Con l’indice delle 30 “blue chip” che ha sfiorato la soglia dei 23 mila punti, ad inizio anno ritenuta irraggiungibile, non potevano mancare gli evviva della Casa Bianca. «Siamo molto felici», ha dichiarato Trump poco prima di aprire la conferenza stampa congiunta con il premier greco Alexis Tsipras. L’attenzione del mercato Usa è adesso tutta incentrata sulla scelta del prossimo presidente della Federal Reserve. Donald Trump dovrebbe sciogliere la sua riserva nelle prossime settimane (probabilmente alla vigilia del lungo viaggio che lo porterà nella prima metà di novembre in Giappone, Cina, Vietnam e Corea del Sud). Domani il presidente americano riceverà alla Casa Bianca Janet Yellen (non è affatto esclusa una sua riconferma), dopo aver incontrato nelle ultime settimane altri potenziali candidati come Kevin Warsh (il finanziere e avvocato 47enne che ha avuto un ruolo importante nel mondo politico- finanziario dopo la crisi del 2008) e John Taylor (70 anni, professore di Economia a Stanford e sua vecchia conoscenza). Fra i papabili c’è anche Gary Cohn che, oltre a essere consigliere della Casa Bianca, è il presidente proprio di Goldman Sachs.

Alberto Flores D’Arcais

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