Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Wall Street: vincono i re del cash

Dal minimo del marzo 2009 l’indice S&P500 di Wall Street è più che triplicato mentre gli utili aziendali americani sono solo raddoppiati. Ne deriva che il rapporto prezzo/utili (p/e) viaggia ora a quota 16,7, un valore al disopra della media decennale. E, inoltre, le prospettive sui profitti americani sono piuttosto caute: per quest’anno dovrebbero chiudere sugli stessi livelli del 2014 mentre nel 2015 non dovrebbero crescere in media più del 5%.
Come individuare i titoli che hanno ancora margini di crescita? Ecco alcune idee sulle azioni Usa e non solo. Nella tabella una serie di titoli (si va da Microsoft a Cisco, da Facebook a Merck, da Oracle a Bank of New York) che, secondo uno studio di Ubs, hanno una liquidità pari ad almeno il 15% degli asset aziendali e distano almeno il 10% dal prezzo obiettivo stimato. Il ragionamento degli analisti della banca d’affari svizzera si basa sul fatto che, in un contesto che potrebbe vedere un rialzo dei tassi di interesse (sebbene graduale e di moderata entità), le corporation con molto cash dovrebbero risentirne meno e, inoltre, avere la possibilità o di aumentare i dividendi oppure di riacquistare azioni proprie ( buy back ): due mosse che, di solito, tendono a sostenere le quotazioni dei titoli in Borsa.
I limiti
«Investire in titoli ad elevata liquidità è stata una strategia vincente negli ultimi tre anni, specialmente in America ma, in prospettiva, ha un potenziale limitato negli Usa dove il profilo di credito per le aziende è peggiorato» commenta Cristiano Migliorini, head derivative strategies Vontobel am, che guarda alla capacità delle aziende di realizzare forti flussi cassa, ma soprattutto alla redditività dell’azienda ed alla potenzialità di creare valore e generare ritorni crescenti sul capitale investito.
«Questo concetto è alla base nella costruzione dei nostri portafogli e ci porta a selezionare aziende leader a livello mondiale con forti posizioni di mercato, forti brand e potenziale di crescita» puntualizza Migliorini. Nei fondi target returns, Vontobel mette in pratica questi concetti costruendo un portafoglio azionario basato su 4 strategie, 2 più aggressive e 2 più difensive per stabilizzare il portafoglio. La prima (Equity global leader) punta ad aziende con alti ritorni del capitale e con tendenza ad aumentare la redditività. Queste aziende sono brand globali in espansione, come Apple o Bridgestone. La seconda ( Equity Dynamic) mira a compagnie che rappresentano opportunità di rivalutarsi significativamente nel medio periodo, come Telecom Italia e Unicredit. La terza (Equity low volatility) ha un focus su società ad alta redditività di capitale che possono battere i mercati nelle fasi negative o nelle correzioni, come Ryanair e Johnson&Johnson. Infine c’è l’Alternative equity premium che, per esempio, può comprare i futuri dividendi di un indice. Questo permette di avere ritorni simili a quelli del mercato, ma con una volatilità ridotta e con una minore esposizione al rischio mercato: in questo momento, fa sapere Migliorini, i dividendi dei maggiori mercati europei risultano molto attraenti.
I sottovalutati
Angel Agudo, gestore del Fidelity American fund che vanta una performance superiore all’S&P500 a 1 anno, 3 anni e 5 anni, predilige invece in società sottovalutate perché non godono del favore dei mercati oppure perché viene loro riconosciuto uno scarso potenziale di ripresa. All’atto dell’investimento, Agudo tiene conto del potenziale rischio di ribasso delle società e bilanci solidi o modelli aziendali capaci di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici. Anche per questo gestisce un portafoglio concentrato (60–70 titoli) con sovrappesi rispetto al benchmark in aziende tecnologiche (Oracle, Activision Blizzard, Juniper Networs), beni di consumo discrezionali (Towers Watson, Best Buy) e sanità (Pfizer e Bard). Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock suggerisce infine un altro approccio: «Le aziende che vantano un solido Roe (ritorno sul capitale proprio) e una bassa esposizione debitoria sono le più attrezzate per affrontare lo scenario di elevata volatilità che potrebbe proseguire», sostiene.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa