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Wall Street spinge le Borse Spread spagnolo ai massimi

Riprendono a correre le Borse europee trascinate al rialzo da Wall Street ben intonata per i segnali positivi delle trimestrali e dei dati sulle nuove case, mentre resta sotto pressione il fronte obbligazionario di Italia e Spagna sugli allarmi lanciati dal Fondo monetario internazionale: il Dax a Francoforte è salito dell’1,62%, il Ftse100 di Londra dell’1,01%, il Cac40 di Parigi dell’1,84 per cento. Tra i Paesi periferici, Madrid ha segnato +0,67% e il Ftse Mib ha terminato a +0,43 per cento. A Wall Street, il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,80%, il terzo in quattro giorni spinto dal dato americano sulle nuove case (+6,9% a giugno, il livello più alto dal 2008) e dall’audizione alla Camera del presidente della Fed Ben Bernanke. Positivi anche il Nasdaq dell’1,12% e l’S&P dello 0,67 per cento.
Continua ad allargarsi lo spread del BTp sul bund tedesco che ha chiuso a 488 punti base e il rendimento del decennale italiano al 6,08% mentre quello sui bonos spagnoli si è attestato a 575 punti base – il massimo dall’introduzione dell’euro alla chiusura – pari al 6,97% a un passo dal livello del 7 per cento. A favorire gli allargamenti degli spread, i titoli tedeschi che continuano a beneficiare di forti acquisti, schiacciando i rendimenti a minimi storici: il decennale tedesco ha toccato l’1,204% dall’1,238% di martedì, spinto al ribasso dai nuovi acquisti finiti anche sull’asta a due anni da 4,17 miliardi di euro: per la prima volta il rendimento è stato negativo dello 0,06% e questo significa che chi ha sottoscritto il titoli tedeschi, alla scadenza riceverà meno di quanto ha investito.
È finita in territorio negativo anche l’asta di titoli finlandesi a due anni a -0,008 per cento. Rompe la soglia psicologica dello zero anche il rendimento dei titoli austriaci a due anni poi risaliti fino al +0,06 per cento. Secondo gli analisti questo è l’effetto dell’ultima manovra della Bce che ha portato a zero il deposit rate, una leva che sta costringendo le banche a diversificare gli investimenti a breve termine. Ai livelli minimi anche i tassi sull’interbancario dove ieri l’overnight ha toccato lo 0,8 per cento.
A ravvivare le inquietudini le nuove previsioni del Fondo monetario internazionale che ha parlato di una crisi «intensificata» che ora getta incognite «sulla stessa sopravvivenza» dell’unione valutaria. Inoltre l’istituzione di Washington ha messo in guardia da una fuga di capitali dai Paesi del Sud a quelli del Nord dell’area, ritenuti più sicuri. Un fenomeno che colpisce proprio le due maggiori economie periferiche, Italia e Spagna, che hanno visto diminuire la quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri. In Germania le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel – «Ci sono segnali positivi che mi fanno essere ottimista» – non hanno mosso i mercati che l’hanno interpretata come un messaggio interno in vista del voto al Bundestag sugli aiuti alle banche spagnole.
Intanto negli Usa il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha confermato il quadro di debolezza che circonda l’economia Usa. Positivi però i dati sull’immobiliare Usa mentre sulle Borse gli investitori cercano spunti positivi anche nei rapporti trimestrali sugli utili delle grandi società quotate, le ultime Coca Cola e Goldman Sachs, che contrastino almeno in parte il quadro macroeconomico non esaltante.

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