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Wall Street sfonda quota 20 mila Il nuovo record? Spinto dalle banche

A Wall Street cade un altro muro: per la prima volta nei suoi 120 anni di storia l’indice Dow Jones supera i 20 mila punti. È una pietra miliare per la Borsa Usa, che continua a correre dall’elezione di Trump a novembre. Da allora l’indice dei 30 maggiori titoli del Nyse ha guadagnato oltre 1.667 punti, trainato soprattutto dalle banche che sono tra i big winner di questo rally: Goldman Sachs ha guadagnato quasi il 30%, Jp Morgan e Morgan Stanley più del 20%, spinte da profitti a livelli record. E da Goldman se ne va con oltre 100 milioni di dollari Gary Cohn, ex presidente e direttore operativo, per diventare advisor economico della Casa Bianca .

«Great!», con hashtag #Dow20K, ha subito twittato Trump. Ma l’ottimismo contagia tutto il listino: gli investitori scommettono che la Trumpnomics — fatta di tagli alle tasse, massicci investimenti in infrastrutture, deregulation e una svolta protezionistica per proteggere i posti di lavoro domestici — renderà l’America (e l’economia americana) di nuovo grande, come promesso da Trump in campagna elettorale. E senza perdere tempo. «In meno di una settimana si vedono cose succedere», ha concesso Brian Moynihan, Ceo di Bank of America, parlando al Council on Foreign Relations. E in effetti lunedì Trump ha ritirato gli Usa dalla partnership transatlantica (Tpp); martedì ha spianato la strada per far ripartire la costruzione di due oleodotti controversi (Keystone XL e Dakota Access); ieri ha dato il via libera alla costruzione del muro lungo il confine con il Messico. Sempre con ordini esecutivi. Così dopo aver danzato nelle ultime settimane a un soffio da quota 20.000 — il 6 gennaio l’indice è salito fino a toccare 19.999,63 punti per poi tornare indietro — ieri il Dow Jones ha chiuso a 20.068,51 (+0,78%). Anche il Nasdaq a 5.656,34 punti (+0,99%) e lo S&P 500 a 2.298,37 (+0,80%), hanno toccato nuovi record, mentre il Vix, l’indice della volatilità, si trova ai minimi dal luglio 2014.

Fino a quando continuerà il rally? Difficile fare previsioni, meglio guardare al passato: il Dow ha toccato per la prima volta quota 1.000 punti nel novembre 1972. Ci sono poi voluti 27 anni per superare la soglia dei 10.000 punti (marzo 1999). Poi con la crisi finanziaria del 2008 l’indice è retrocesso fino a 6.547,05 punti nel marzo 2009, salvo risalire a 10.000 punti 7 mesi dopo.

Intanto qualcosa si muove anche in Europa, a parole. «L’austerità non è più al centro del nostro dibattito all’Eurogruppo», ma «l’enfasi è molto di più su riforme e investimenti», ha detto ieri un falco come Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo.

Giuliana Ferraino

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