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Wall Street frena il rally delle Borse

È stata una giornata piuttosto movimentata quella di ieri sui mercati finanziari europei. A giudicare dall’andamento positivo delle contrattazioni nelle prima parte della seduta sembrava infatti che la propensione al rischio degli operatori, che ha caratterizzato l’avvio del nuovo anno, dovesse ulteriormente consolidarsi. Questo grazie ai buoni segnali arrivati dai collocamenti di Spagna e Portogallo e alle parole rassicuranti del presidente Draghi al primo direttivo Bce del nuovo anno (vedi articolo a pag. 3) che avevano dato agli operatori più di un motivo per continuare a puntare forte su Borse e bond dei Paesi periferici. Poi però l’avvio debole di Wall Street ha fatto cambiare la musica. I maggiori listini europei, ad eccezione di Piazza Affari (+0,34%), hanno così chiuso in rosso (-0,44% l’indice europeo Stoxx 600) mentre sul fronte obbligazionario gli acquisti della prima parte della mattinata hanno fatto posto alle vendite e gli spread sono tornati a salire.
Asta record per Madrid
Il saldo finale per il differenziale di rendimento tra Bund e BTp è 200 punti base, riagganciando la soglia psicologica faticosamente sfondata proprio una settimana fa. Il dato di fine seduta non rende comunque giustizia alla cronaca di giornata dei titoli italiani che, come buona parte dei bond periferici, ieri hanno hanno toccato significativi minimi intraday.
Gli acquisti sono scattati subito dopo la brillante asta a 5 e 15 anni della Spagna. Madrid infatti ieri ha collocato 3,53 miliardi di euro (oltre il target di 3 fissato alla vigilia) di titoli con scadenza aprile 2019 con rendimenti ai minimi storici (2,382%) mentre di bond con «maturity» ottobre 2028 ne sono stati piazzati per un ammontare di 1,76 miliardi di euro ad un tasso del 4,192 per cento. Un collocamento brillante che ha mosso il mercato. Poco dopo l’asta il tasso dei Bonos spagnoli a 10 anni ha infatti toccato il minimo di giornata al 3,67%, soglia che non si vedeva dal lontano 2006. Forti movimenti al ribasso si sono registrati anche sui tassi del BTp decennale che hanno toccato un minimo di giornata al 3,83%, come non accadeva dallo scorso maggio, mentre lo spread ha rivisto quota 192.
Il clima sui debiti sovrani dell’Europa periferica è rimasto sereno anche nelle ore successive grazie alle rassicurazioni di Draghi sul fronte della liquidità e alle indiscrezioni sull’esito di un altro collocamento molto atteso: quello di Lisbona. Il Portogallo, uno dei Paesi che ha dovuto far ricorso agli aiuti europei per evitare il crack, è tornato ieri a rifinanziarsi sul mercato di capitali collocando, attraverso un pool di banche, titoli a 5 anni per un ammontare di 3,25 miliardi di euro a fronte di una domanda che ha raggiunto quota 11 miliardi. Un’operazione, con tassi in calo al 4,750%, con cui è stato completata la metà del programma di finanziamento del Portogallo per il 2014 pari a 7,1 miliardi.
Wall Street smorza il rally
L’entusiasmo, che ha contagiato anche le Borse periferiche (Milano è arrivata a guadagnare un punto e mezzo percentuale), è stato però smorzato nelle ultime ore di contrattazione dopo l’avvio debole di Wall Street. Mercoledì sera la Fed ha diffuso i verbali del direttivo di dicembre che suggeriscono la volontà dei banchieri di dare un’accellerazione al “tapering”. Una prospettiva peraltro corroborata dal dato sui sussidi di disoccupazione diffuso ieri: richieste settimanali a 330mila unità, ai minimi da un mese. Numeri che confermano il miglioramento della congiuntura e fanno ipotizzare tempi più stretti per la fine degli stimoli monetari anche se il dati importanti saranno pubblicati oggi. Poco prima del suono della campanella di Wall Street il dipartimento del lavoro comunicherà le statistiche sull’occupazione del mese di dicembre, i dati ufficiali su cui la Fed si orienta per prendere le sue decisioni.

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