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Wall Street brinda, l’Europa tiene

di Andrea Franceschi

La fiducia sul debito italiano, all'indomani della positiva asta BTp di mercoledì, si è confermato anche nella seduta di ieri. Lo spread Bund-Btp infatti si è mantenuto stabilmente sotto la soglia psicologica dei 300 punti. Dopo aver toccato un minimo giornaliero di 283 punti, il differenziale ha chiuso a 289 punti.
Le aste di Francia e Spagna
Ieri è stata giornata di aste per Francia e Spagna. La prima ha collocato con successo di 8,46 miliardi di euro di bond a due, quattro e cinque anni con rendimenti in netto calo. Il costo della raccolta è stato più basso anche per Madrid che, tuttavia, ha avuto problemi sul fronte della domanda, che è stata pari a 3 miliardi di euro sotto il target massimo di 3,5 fissato alla vigilia.
L'asta di ieri era molto attesa perché era il primo collocamento dopo la decisione del Governo Rajoy di rivedere gli obiettivi di riduzione del deficit per il 2012. Gli esiti tuttavia non hanno condizionato l'andamento dei bonos sul mercato secondari. Sulla scadenza decennale, hanno chiuso poco mossi con rendimenti al 5,185% e uno spread sul Bund a 322 punti base. Nel complesso comunque la performance del decennale spagnolo è piuttosto "magra" se vista sul lungo periodo. Nonostante le maxi iniezioni di liquidità Bce, il tasso sui bonos a 10 anni è salito dell'1,53% da inizio anno mentre quello sul BTp è calato di oltre 30 punti percentuali. Ancora più significativo è il confronto dei Cds, i derivati che assicurano sul rischio fallimento. Mentre quelli sull'Italia sono scesi del 23%, quelli sulla Spagna sono saliti dell'8,4%.
L'incognita Portogallo
Ieri l'attenzione intanto è tornata su Lisbona. Sul Financial Times, l'ex membro del board della Bce Lorenzo Bini Smaghi ha lanciato l'allarme sul rischio di una «deriva greca». Secondo Bini Smaghi «Lisbona non sarà in grado di tornare sul mercato l'anno prossimo (come previsto dal piano di salvataggio ndr) e avrà bisogno di un nuovo pacchetto di aiuti» che, se il ritorno ai mercati dovesse slittare fino al 2016, «dovrebbe essere di circa 100 miliardi». La risposta delle autorità Ue è arrivata dal commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn, che proprio ieri era al Parlamento di Lisbona. «Non è nell'interesse del Portogallo o dell'Eurozona iniziare a parlare di nuovi aiuti», ha detto Rehn dopo aver assicurato che l'Europa concederà più tempo per portare avanti le riforme. Su questo fronte – come ha certificato la stessa Troika Fmi-Ue-Bce – Lisbona sta facendo decisamente meglio di Atene. Tuttavia i costi di rifinanziamento del debito sono altissimi.
Ieri i rendimenti del decennale hanno superato il 14% per chiudere a 13,769% mentre lo spread con i corrispondenti Bund tedeschi si è attestato a 1.180 punti. Inoltre resta invertita la curva dei rendimenti. I titoli dai tre ai nove anni, cioè, offrono rendimenti superiori al decennale: un chiaro segnale (sperimentato anche dall'Italia nel novembre scorso) della sfiducia dei mercati nella capacità del Paese di rifinanziare il proprio debito a costi sostenibili. Su Lisbona peraltro pesa un altro fattore, che invece non riguarda la Grecia o l'Italia: cioè, l'altissimo indebitamento privato che Eurostat stima essere pari al 240% del Pil. Solo quest'anno, secondo la banca centrale portoghese, andranno in scadenza 31 miliardi di prestiti alle aziende.
L'S&P500 oltre 1.400
Passando ai mercati azionari, la notizia più rilevante è sicuramente il superamento di quota 1.400 punti dell'indice S&P500. Era dal giugno 2008 che l'indice di riferimento di Wall Street non toccava questa soglia. I rialzi della borsa americana, aiutati da una serie di dati macro migliori delle attese (soprattutto quelli su lavoro e fiducia dei consumatori) hanno spinto anche le Borse europee. Dopo una mattinata debole, anche per le indicazioni in chiaroscuro sulla ripresa arrivate dal bollettino Bce (vedere articolo in pagina), gli indici hanno chiuso in rialzo: Piazza Affari è salita dello 0,85%, Francoforte dello 0,92% e Parigi dello 0,44%). Unica eccezione Londra che ha archiviato la giornata appena sotto la parità.

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