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Wall Street (-2%) gela lo sprint delle Borse

È una magra la consolazione, per Piazza Affari, essere riuscita per il terzo giorno consecutivo a registrare la migliore performance tra le principali piazze azionarie europee: dopo un rialzo di quasi il 2%, l’indice Mib ha chiuso con un lieve progresso dello 0,14% a fronte del leggero calo delle altre Borse del continente. Lo spunto iniziale dei listini – spronato dal buon andamento dell’asta di titoli di stato spagnoli – si è scontrato con una serie di venti contrari, a partire dal fronte macroeconomico (da cui sono piombati nuovi segnali di rallentamento in Europa, Usa e Cina) fino alle indiscrezioni sui declassamenti bancari di massa da parte di Moody’s attesi alla chiusura dei mercati Usa.
Ancora più difficile si preannuncia la giornata di oggi, dopo il netto cedimento di Wall Street – il Dow Jones ha chiuso con una contrazione di circa il 2% e il Nasdaq del 2,4% – che ha trovato un incentivo anche nella raccomandazione di Goldman Sachs di assumere posizioni corte sull’indice S&P’s 500 in anticipazione di altri ribassi. Anche gli spread sono andati ieri in vistosa altalena: il differenziale tra Italia e Germania, dopo esser sceso fino a 402 punti base, è tornato a salire raggiungendo quota 421 contro la precedente 414, mentre il rendimento del BTp decennale si è attestato al 5,75% dal 5,79% dell’avvio. I Bonos spagnoli sono riusciti a ridurre lo spread a 509 punti base dai 512 di mercoledì, dopo essere scesi brevemente appena sotto la soglia dei 500 punti.
Madrid aveva potuto collocare 2,2 miliardi di euro, con una emissione di titoli di media durata più alta dell’ammontare massimo fissato di 2 miliardi; tuttavia al successo dell’operazione si è accompagnato un forte rialzo dei rendimenti, che per i Bonos quinquennali hanno toccato il massimo storico dell’era dell’euro oltre il 6%. Una tendenza in forte contrasto con quanto emerso alle contemporanee aste dei quiquennali francesi, che hanno invece spuntato il minimo storico all’1,43 per cento.
A deprimere gli umori degli investitori e solleticarne l’attenzione verso titoli-rifugio come i Bund e i Treasuries Usa sono poi arrivate indicazioni sul rallentamento dell’attività manifatturiera nelle principali aree del pianeta (Germania compresa), mentre l’European System Risk Board (Esrb) ha avvertito che le prospettive dell’economia continentale sono peggiorate in modo significativo, con il rischio di porre sotto ulteriori pressioni il sistema bancario. E a Wall Street cresce la sensazione che le decisioni della Fed di mercoledì – accomodanti ma non troppo – possano rivelarsi insufficienti, tanto che, al di là del calo della Borsa, i prezzi delle materie prime che hanno accusato il maggior calo giornaliero dell’anno su uno scenario di frenata della domanda. Si rafforza intanto l’attesa per il vertice a quattro (Italia, Germania, Francia e Spagna) di oggi a Roma, che, in preparazione del summit europeo, dovrebbe tra l’altro discutere la proposta di Mario Monti di attivare il fondo salvastati per l’acquisto di bond dei Paesi in difficoltà; una idea alla quale ha espresso in una intervista il suo appoggio il membro del comitato esecutivo della Bce Benoit Coeuré. Hanno poi tenuto banco le indiscrezioni sempre più precise secondo cui la Banca centrale europea sta decidendo di allentare i requisiti sui collaterali richiesti per l’accesso ai suoi prestiti, con una mossa finalizzata in modo particolare a favorirne l’accesso alle banche spagnole (il punto dovrebbe essere chiarito oggi). Fonti interne a Francoforte hanno anche indicato che l’istituto sta discutendo un piano a medio termine per ridurre l’influenza delle agenzie di rating sul debito sovrano dell’eurozona: potrà essere una valutazione interna della banca a fissarne il valore come collaterale. Non aiuta l’atmosfera sui mercati neanche il fatto che dalla Germania si è profilato un intoppo al decollo dell’European Stability Mechanism: la Corte Costituzionale tedesca chiederà con tutta probabilità al presidente di rinviare, almeno di qualche giorno, la firma della legge che il Parlamento voterà il 29 giugno per approvare la partecipazione del Paese al meccanismo permanente salvastati, per studiare le implicazioni di potenziali sfide legali (progettate da alcuni parlamentari).

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