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Waiver, controfirma di valore

Waiver valido solo se controfirmato dalla banca estera. I dati anagrafici di colui che impegna l’intermediario allo scambio di informazioni con il fisco italiano dovranno essere chiaramente riportati nell’autorizzazione, così come la sua qualifica. L’istituto dovrà rispondere alle richieste dell’amministrazione finanziaria «nel più breve tempo possibile».

Il «lasciapassare» sarà valido fino a quando lo scambio automatico di informazioni non prenderà definitivamente piede, ma deve anche specificare il giorno di decorrenza della collaborazione. Se il contribuente intende mantenere i capitali esteri presso la banca in cui già li deteneva, lo scambio dati partirà dal 1° gennaio del primo periodo d’imposta non coperto dalla voluntary disclosure. Se viceversa il trasferimento avviene dopo il perfezionamento della procedura, lo scambio su richiesta inizierà dalla data di accensione del rapporto.

È quanto prevede il facsimile di autorizzazione pubblicato ieri dall’Agenzia delle entrate, che conferma quasi interamente la bozza già rilasciata tre settimane fa (si veda ItaliaOggi del 1° maggio 2015). Il waiver deve essere utilizzato dai contribuenti che intendono lasciare o spostare fuori dall’Ue i patrimoni che vengono regolarizzati tramite la collaborazione volontaria. Autorizzando l’intermediario estero a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di emersione, ai sensi della legge n. 186/2014 il contribuente può beneficiare degli stessi sconti sulle sanzioni da monitoraggio fiscale applicabili a chi rimpatria materialmente le somme in Italia. Allo stesso tempo, l’intermediario straniero non potrà essere chiamato in alcun modo a rispondere, né civilmente né penalmente, per la violazione della normativa sul segreto bancario del proprio paese. L’autorizzazione è irrevocabile e deve recare l’indicazione dello specifico contenuto della stessa. Con un dettagliato prospetto di riepilogo l’intermediario deve chiaramente identificare il «cosa» potrà essere oggetto di richiesta (si veda esempio in pagina). Nella riga «composizione» dovranno essere declinate con precisione le caratteristiche del rapporto. Non basterà indicare genericamente «conto», ma per esempio «conto corrente multi-valuta con associato dossier titoli e cassetta di sicurezza». Informazioni importanti sono richieste anche per quanto riguarda beneficiari effettivi e soggetti titolari di deleghe e procure, vale a dire i soggetti collegati della disclosure (che potranno rilasciare il waiver anche in maniera cumulativa). L’intermediario estero si impegnerà a trasmettere alle Entrate «i documenti, compresi quelli conservati su supporti informatici, e le informazioni che riguardano le operazioni che sono state o saranno poste in essere sulla relazione bancaria», sottolinea il modello. Il waiver approvato ieri non è obbligatorio, ma lo standard fornito è solo «uno strumento di ausilio», spiega l’Agenzia in una nota, evidenziando come la versione finale « accoglie le osservazioni degli operatori del settore e dei professionisti a seguito della consultazione pubblica». L’autorizzazione resterà valida fino alla data di chiusura del conto o, se anteriore, fino al momento in cui lo scambio automatico di informazioni secondo gli standard Ocse non diventerà operativo (biennio 2017-2018, a seconda del paese considerato). Una novità rispetto alla precedente bozza riguarda però Svizzera, Liecthenstein e Principato di Monaco: in questi casi il waiver perderà efficacia alla data di entrata in vigore degli accordi fiscali stipulati con l’Italia tra il 23 febbraio e il 2 marzo 2015, che devono essere ora ratificati. Sempre che il Common reporting standard dell’Ocse, che sarà adottato su scala globale, non arrivi al traguardo prima. Qualora il contribuente decida in seguito di spostare i patrimoni regolarizzati detenuti all’estero in un ulteriore paese extraUe (per esempio dalla Svizzera a Panama), dovrà rilasciare un altro waiver entro 30 giorni dalla data del trasferimento delle attività anche al nuovo intermediario. Viceversa, si perderà il beneficio sanzionatorio sul quadro RW, con l’applicazione di un aggiuntivo 25% del minimo.

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