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Voucher, salta il referendum

Oggi in Consiglio dei ministri il decreto legge che abolirà i voucher. Possibile una misura anche sugli appalti. La Cgil ha vinto. Il referendum non ci sarà. La mediazione trovata nei giorni scorsi tra maggioranza e opposizione per un uso più moderato dei buoni lavoro è carta straccia. Lo strumento verrà integralmente abolito. La norma abroga tre articoli (48, 49 e 50) del Jobs act, l’ultimo provvedimento di legge intervenuto sul tema, che disciplinavano il lavoro accessorio, ricalcando quindi il quesito referendario promosso dalla Cgil. I buoni in circolazione dovranno essere smaltiti entro il 2017. «Oggi voteremo per l’abrogazione totale dei Voucher», ha detto la relatrice della riforma, Patrizia Maestri (Pd), annunciando la soluzione «inattesa» in commissione. Alla fine in commisisone Lavoro hanno votato contro l’abrogazione dei voucher Lega Nord, Fratelli d’Italia e Ala. Assente, per la maggioranza, Ncd. A favore Pd, Sinistra Italiana e 5 Stelle. In un primo momento, infatti, l’orientamento del parlamento era stato quello di limitarne l’uso solo alle famiglie e alle imprese senza dipendenti soltanto per l’assunzione di pensionati, disabili e disoccupati. Poi, dopo un vertice tenuto martedì sera a Palazzo Chigi con Paolo Gentiloni, c’era stata un’ulteriore stretta per limitare l’uso dei buoni lavoro solo per le famiglie. A questo punto il braccio di ferro del governo con Susanna Camusso dev’essere proseguito perché la maggioranza hga dovuto prendere atto dell’intenzione del governo di intervenire con un decreto da approvare al Consiglio dei ministri di oggi che preveda appunto l’abrogazione totale dei voucher. Palazzo Chigi sarebbe poi orientato ad approvare anche una seconda misura, su proposta dei ministri del Lavoro, Giuliano Poletti, e delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, per intervenire sul tema degli appalti, oggetto del secondo quesito refendario promosso dalla Cgil. Le due misure neutralizzeranno i quesiti promossi dalla Cgil e permetteranno alla Cassazione di annullare la consultazione. Il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ha annunciato che si avvierà una consultazione con le parti sociali per avere un nuovo strumento «a disposizione delle famiglie per pagare ciò che oggi si paga con i voucher» e per una semplificazione per le imprese che devono ricorrere al lavoro saltuario. Così, infatti, il provvedimento accontenterebbe soltanto la Cgil. Per la leader della Cisl Annamaria Furlan «il sistema va cambiato non abolito» facendolo tornare nell’ambito dei servizi alla famiglia. Stesso orientamento del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, secondo il quale l’abolizione completa dei voucher «rischierebbe di lasciare priva di una seppur minima tutela quei lavori davvero occasionali e eccezionali per i quali l’istituto era stato pensato da Marco Biagi». Molto dura la reazione delle imprese con Confindustria. L’abolizione, ha detto il presidente Vincenzo Boccia «è molto deludente» e «non ci piace. Se proprio s’ha da fare si faccia il referendum. Smontare le cose prescindendo da un dibattito non è la strada giusta».

Franco Adriano

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