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Voucher per gli export manager

Presto la figura dell’export manager sarà realtà. E in arrivo un decreto del ministro allo sviluppo economico, Federica Guidi (attualmente alla registrazione della Corte dei conti) che renderà operativa questa nuova professionalità. Il provvedimento prevede la possibilità di istituire in azienda un ufficio export. Il decreto consentirà a più imprese o a un network di attività, di costruirsi un ufficio unico, in cui far confluire anche altre aziende, strutturando un vero e proprio piano per conquistare nuovi mercati. La misura, per la quale sono stati stanziati circa 19 milioni di euro, concederà alle aziende la possibilità materiale di avvalersi del temporary export manager per un periodo iniziale di sei mesi, tramite il meccanismo dei voucher. Ogni impresa potrà ricevere una dote di circa 10 mila euro, con una compartecipazione delle stesse imprese alle spese pari ad un terzo dell’ammontare del voucher assegnato. Si tratta di un’opportunità per molto giovani laureati in economica, con master e conoscenza delle lingue. Il riconoscimento del ruolo di export manager mette in atto uno dei segmenti del piano governativo a favore del Made in Italy. I voucher costituiscono, infatti, un capitolo del piano per l’internazionalizzazione messo a punto dal viceministro Carlo Calenda, la cui dote complessiva ammonta a 130 milioni di euro, disponibili per il 2015 (si veda ItaliaOggi di 9 giugno scorso). Il bando di gara dei voucher sarà destinato alle imprese che hanno un fatturato da 500 mila euro in su, in almeno uno degli ultimi tre esercizi. Le aziende interessate a usufruire di un export manager potranno accedere al finanziamento collegandosi a un sito internet dedicato, predisposto dal dicastero dello Sviluppo economico, attualmente in fase di completamento.

Tipologie d’impresa. I fondi potranno essere concessi alle società di capitali, di persone, anche alle società cooperative e alle reti di imprese. La soglia minima di fatturato di 500 mila euro non verrà presa in considerazione nel caso di start-up innovative. Con un successivo decreto direttoriale Mise verrà fissata una riserva – fino al 50% delle risorse – a favore delle imprese che hanno già partecipato o parteciperanno ai «roadshow» per l’internazionalizzazione.

Due le tranche di finanziamento. Due le modalità di distribuzione dei fondi con un impegno finanziario della stessa società. I finanziamenti saranno distribuiti con due modalità differenti, legate a un impegno finanziario della stessa azienda. La prima tranche di fondi, con dote da 10 milioni di euro, sarà diretta alla concessione di singoli voucher (contributi a fondo perduto) da 10 mila euro per almeno sei mesi, alle imprese che investono una quota di cofinanziamento di almeno 3 mila euro. La seconda parte – e cioè i restanti 9 milioni di euro – riguarderà voucher della stessa entità nel caso di imprese che presentano domanda per la prima volta. Mentre stanzierà voucher da 8 mila euro (con cofinanziamento dell’impresa di almeno 5 mila euro) nel caso si tratti di un’azienda che usufruisce dell’agevolazione per la seconda volta.

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