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Voucher in sicurezza negli studi

«Voucher» tutelati in azienda e negli studi professionali. Le norme del T.u. sicurezza, infatti, si applicano integralmente ai lavoratori accessori (quelli, appunto, retribuiti con i voucher) nei casi in cui il committente sia un’impresa o un professionista. Negli altri casi (fatta eccezione di lavori domestici, insegnamento privato e assistenza) valgono le regole delle imprese familiari. A stabilirlo è la bozza di dlgs attuativo del Jobs Act (legge n. 183/2014) sulle semplificazioni che, sempre in materia di sicurezza, inasprisce inoltre le sanzioni relative alle violazioni sulle visite mediche e sulla formazione dei lavoratori.

Voucher in sicurezza. La novità arriva da una modifica dell’art. 1, comma 8, del T.u. sicurezza (dlgs n. 81/2008) che dispone le norme applicabili ai lavoratori che effettuano le c.d. prestazioni occasionali di tipo accessorio. In realtà già oggi si applica il T.u. a tali lavoratori, a eccezione dei piccoli lavori domestici, dell’insegnamento privato supplementare e dell’assistenza domiciliare a bambini, anziani, ammalati e disabili. La riforma conferma tale esclusione e stabilisce l’applicazione del T.u. «nei casi in cui la prestazione sia svolta a favore di un committente imprenditore o professionista», prevedendo «negli altri casi» l’applicazione della stessa disciplina prevista per le imprese familiari (art. 21 del T.u.), ossia circa l’utilizzo di attrezzature e dispositivi di protezione individuali e sull’adozione tessera riconoscimento.

Sanzioni più pesanti. L’inasprimento delle sanzioni arriva dalla modifica all’art. 55 del T.u. e riguarda le violazioni degli artt. 18, comma 1, lett. g, e 37, commi 1, 7, 9 e 10. La prima norma riguarda un compito a carico del datore di lavoro e dei dirigenti: quello di inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico dal T.u. sicurezza. Oggi è prevista un’unica sanzione in caso di violazioni dei predetti compiti, a prescindere dalla dimensione aziendale: da 2.192 a 4.3484 euro. L’approvazione della riforma commisurerà la sanzione alla numerosità dei dipendenti cui la violazione si riferisce: misura vigente se i lavoratori sono fino a cinque; il doppio se sono più di cinque e fino a dieci; il triplo se sono oltre dieci. La seconda disposizione (art. 37) concerne un compito che spetta solo al datore di lavoro: la formazione dei lavoratori (comma 1); di dirigenti e preposti (comma 7); dei lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza (comma 9); dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (comma 10). Anche in tal caso oggi opera un’unica sanzione: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro. La riforma commisurerà la sanzione alla numerosità dei dipendenti cui la violazione si riferisce (si veda tabella).

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