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Il voto Usa sostiene i mercati

Altra giornata di forti guadagni per l’azionario europeo, con la situazione politica negli Stati Uniti che diventa più chiara col passare del tempo. Il candidato democratico Joe Biden si trova a poca distanza dalla presidenza, portando a termine settimane di incertezza sulle elezioni che hanno pesato sui mercati. I repubblicani hanno ottenuto abbastanza seggi per mantenere potenzialmente il controllo del Senato, mentre i democratici sembrano pronti a conservare la Camera. «Sta emergendo una presidenza Biden con un Congresso diviso», sottolinea Stephen Innes, di Axi. «Lo scemare dell’incertezza sembra essere l’unica cosa che conta nel breve termine ed è quanto sembra sostenere i mercati». Secondo Craig Erlam, di Oanda, «i mercati sono chiaramente piuttosto soddisfatti di Biden alla Casa Bianca e dei repubblicani che mantengono la maggioranza al Senato. Potremmo non avere uno stimolo fiscale così grande, ma gli aumenti delle tasse appaiono molto meno probabili».

A Milano il Ftse Mib ha guadagnato l’1,93% a 19.731 punti. Su di giri anche Francoforte (+1,98%), seguita da Parigi (+1,24%) e Londra (+0,39%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq avanzavano rispettivamente dell’1,90 e del 2,43%.

Il mercato obbligazionario europeo ha chiuso senza grandi movimenti, con il decennale tedesco a -0,62%, mentre lo spread Btp-Bund è sceso di 3 punti a 130. Le nuove misure di contenimento contro la pandemia provocheranno una doppia recessione nell’economia italiana, con la produzione che dovrebbe contrarsi nuovamente nel quarto trimestre, avverte Nicola Nobile, capo economista italiano di Oxford Economics. Questo secondo round di restrizioni sarà però meno dannoso dal punto di vista economico rispetto al lockdown di primavera.

A spingere i bond è anche il continuo supporto delle banche centrali, ultima la BoE che ha potenziato il Qe di 150 miliardi di sterline (166 mld euro), più delle attese, a 895 miliardi (993 mld euro). L’annuncio «probabilmente innescherà un rally nelle obbligazioni sovrane del Regno Unito su tutta la linea, spingendo i rendimenti al ribasso», afferma Rbc Capital Markets. «Questo è rialzista per i Gilt su tutti i fronti, in particolare per la parte più lunga della curva».

A piazza Affari è proseguita l’ondata di trimestrali. Ha brillato Tenaris (+13,66%) dopo i conti oltre le attese del mercato e l’annuncio a sorpresa del dividendo. Acquisti sulle banche: Intesa Sanpaolo +2,47%, Mediobanca +1,02%, Banco Bpm +0,24%, Unicredit +0,17%. In controtendenza Mps (-2,53%) dopo i conti.

Fra gli industriali in gran spolvero Cnh I. (+4,95%) seguita da Stm (+3,15%), Prysmian (+2,67%), Buzzi Unicem (+2,51%), Fiat Chrysler (+2,27%), Ferrari (+1,39%) e Leonardo (+1,70%). Tra le mid cap in progresso El.En (+9,45%), Cir (+3,89%), Fila (+3,74%) e Erg (+2,81%). Su Aim in luce Enertronica (+3,20%) dopo il contratto di fornitura chiavi in mano per cinque impianti fotovoltaici nel Lazio.

Nei cambi, strappo al rialzo per l’euro, che ha superato quota 1,18 sul dollaro portandosi a 1,1855.

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