Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Vorrei che la mia fiera assomigliasse ai lettori”

«Vorrei costruire un alfabeto partendo dalle parole con cui si fa tutto. Io sono innanzitutto una lettrice e mi piacerebbe che questa fiera assomigliasse in qualche modo ai lettori». Così Chiara Valerio spiegava la sua idea di fiera del libro alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione milanese. Parlava di una struttura con al centro «la voce umana», precisava di voler dare spazio agli audiolibri e di voler costruire un cartellone in cui davanti al pubblico, non ci sono solo gli scrittori, ma anche i blogger o chi, in diretta, aggiorna Wikipedia, nella convinzione che «il digitale non è solo un formato, ma una forma della realtà ».
Da allora nei dettagli non è più entrata. Ieri, dopo che si è diffusa la notizia dell’incarico a Lagioia, ha preferito evitare interviste. Del resto da quando è stata nominata ha sempre pesato le parole, evitando con cura di farsi trascinare nella polemica. A chi gli ricordava le sue radici – romane, nell’editoria indipendente che in massa ha scelto di restare a Torino – ha replicato negando di guidare il salone dei poteri forti: «Pensate che sia il salone delle major? La presidente di “Fabbrica del libro” è Renata Gorgani, direttore editoriale del Castoro che è un editore indipendente. Inoltre, come definire Iperborea se non una major della letteratura nordica in Italia, e Sur, se non una giovane e compatta major della letteratura ispanoamericana e americana, potrei continuare…». Insomma, nelle interviste dice di non pensare per major economiche, ma “per major culturali”. E argomenta citando i cataloghi di Adelphi e Bompiani, dei Meridiani Mondadori, di Einaudi e di Guanda. «Non mi piacciono i censimenti ideologici in un ambito che ha come obbiettivo quello di portare i libri alle persone, più libri possibile. Lasciamo poi che le persone scelgano cosa leggere e come ». Questo è un concetto che ha ripetuto più volte. Al sito Il Libraio ha spiegato che uno dei motivi per accettare è stata proprio la voglia «di dismettere, quantomeno di provarci, la distinzione tra cultura alta e cultura bassa». E tutto per via della sua formazione: «Sono cresciuta in un paese dove non c’era una libreria e non c’era una biblioteca, dunque il mio orizzonte, oltre i molti libri in casa, era il giornalaio dove Tolstoj e Dickens (in allegato ai quotidiani) erano accanto a Skorpio (forse è una storia che racconta Tommaso Pincio, ma vale anche per me). Perciò ho accettato, penso che le persone debbano vedere tutti i libri e poi scegliere ».
Su Torino solo poche parole, un invito alla collaborazione con il Salone del Libro: «Dobbiamo far sì che sia possibile perché i libri sono sempre la prosecuzione uno dell’altro, e dunque devono esserlo le manifestazioni che intorno ai libri crescono. Poi, come ha scritto Virginia Woolf, credo in Una stanza tutta per sé, pensare per squadre è una prerogativa maschile, io sono una donna, non penso per squadre, penso per relazioni». Non le piacciono gli schieramenti, «mi piace discutere».
LA SCRITTRICE
Chiara Valerio è nata a Scauri ( Latina) nel 1978. Scrittrice e editor di formazione scientifica. Ha appena pubblicato con Einaudi Storia umana della matematica Dirigerà la prima edizione di Tempo di libri, la fiera voluta dall’Aie in programma a Rho dal 19 al 23 aprile 2017.

Stefania Parmeggiani

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L'acquisto della banca senese potrebbe permettere al gruppo milanese di ridurre la distanza dal lead...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni l’attenzione dei commentatori politici è stata focalizzata sulle modalità di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo Conte bis è entrato in crisi proprio quando alcuni dossier economici di capitale importa...

Oggi sulla stampa