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Von der Leyen svela le cifre del piano. Fino al 20% potrebbe andare all’Italia

BRUXELLES — Tra i 600 e gli 800 miliardi raccolti dalla Commissione Ue sui mercati, da restituire agli investitori tra il 2027 e il 2058. Più della metà, circa 400 miliardi, dovrebbero essere redistribuiti ai governi sotto forma di aiuti a fondo perduto, che Bruxelles rimborserà ai detentori dei bond Ue grazie a nuove risorse come plastic tax, stop all’elusione fiscale dei giganti del Web e nuovo sistema di pagamento delle quote per inquinare. Il resto andrà alle capitali come prestiti a tassi contenuti. L’Italia potrebbe incassarne il 20%, visto che sarà definita dalla Ue “Paese maggiormente colpito” da virus e recessione.
È questo il quadro che nella serata di ieri emergeva a Bruxelles, anche se potrebbero non mancare sorprese visto che Ursula von der Leyen ha tenuto le cifre definitive del Recovery Fund coperte fino all’ultimo. La presidente della Commissione le sfodererà solo oggi alle 13.30 di fronte al Parlamento europeo. Se i pronostici della vigilia saranno rispettati, il piano di rilancio sarà superiore alla proposta franco- tedesca da 500 miliardi, tanto che sommando gli investimenti ai fondi dei bond si avvicinerà ai 1.000 miliardi (oltre ai 1.000 del normale bilancio Ue 2021-2027). Tuttavia i trasferimenti ai governi, i sussidi da non rimborsare, potrebbero essere di poco inferiori a quelli proposti da Merkel e Macron: una mano tesa ad Austria, Danimarca, Olanda e Svezia.
I soldi saranno distribuiti con diversi strumenti. Il più ricco sarà la Recovery and Resilience Facility. Per accedervi i governi dovranno farsi approvare da Bruxelles un programma nel quale indicheranno come spendere i fondi guardando alle priorità Ue (Green deal e digitale), ai settori più colpiti dalla crisi (turismo e trasporti) e alle riforme che ogni anno Bruxelles raccomanda ai governi. Sette giorni fa la Commissione ha chiesto all’Italia di rinforzare il sistema sanitario, mitigare gli effetti sociali della crisi, migliorare l’istruzione e rendere più efficienti giustizia e Pa. Negli scorsi anni la Ue insisteva anche sulla riforma del fisco. Ci sarà poi il Solvency Instrument per aiutare le imprese dei paesi più indebitati, con meno risorse pubbliche per l’economia. InvestEu mobiliterà investimenti per le aziende strategiche. Saranno poi rinforzati fondi di Coesione, Social Fund, ricerca, cultura e la protezione civile Ue (RescEu).
Dopo la proposta della Commissione partirà il duro negoziato tra governi. Ieri il premier Conte ha sentito il falco olandese Mark Rutte, mentre il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha parlato con l’omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier. Il negoziato sfocerà nel summit del 18 giugno, che vista la complessità del dossier dovrebbe tenersi con la presenza fisica dei leader a Bruxelles, la prima volta nell’era Covid. Potrebbe però servire un secondo vertice a luglio.

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