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Voluntary sui conti, Ivafe in misura fissa già per il 2012

Gli uffici dell’agenzia delle Entrate entrano nel vivo della lavorazione delle pratiche di voluntary disclosure più rilevanti e, come forse era prevedibile, emergono alcune posizioni non del tutto condivisibili sul piano giuridico. È il caso dell’Ivafe su conti correnti (e libretti di risparmio) detenuti in Paesi non appartenenti alla Ue o allo Spazio economico europeo (See) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (Svizzera, in primis). Su questi conti, alcuni uffici ritengono corretto applicare, per la sola annualità 2012, l’aliquota percentuale prevista per le altre attività finanziarie, (all’epoca) pari allo 0,1%, anziché l’imposta in misura fissa, pari a 34,20 euro, sostenendo che questa sarebbe entrata a regime solo dal 2013.
Per comprendere meglio i termini della questione, vale la pena di svolgere un breve excursus normativo. Non appena introdotta, la disciplina Ivafe prevedeva, infatti, l’applicazione dell’imposta in misura fissa, solamente su conti correnti e libretti di risparmio detenuti in Paesi appartenenti alla Ue o al See.
Questa distinzione era stata introdotta con l’obiettivo di rendere equiparabile il trattamento fiscale applicabile al soggetto residente in Italia, che detiene un conto corrente in un Paese europeo, a quello applicabile – in regime di imposta di bollo – al medesimo soggetto che detiene un conto corrente in Italia. La legge di Stabilità per il 2013 ha poi esteso l’applicabilità dell’Ivafe in misura fissa anche agli altri Paesi, diversi da quelli Ue o See senza più alcun distinguo. E ciò, come rilevato dalla stessa agenzia delle Entrate nella circolare 12/E del 3 maggio 2013, al fine di rendere la norma coerente anche con il principio di libera circolazione dei capitali; principio che, a differenza delle altre libertà fondamentali dell’Unione, tutela anche i soggetti extra-Ue.
Su queste basi sono dunque molteplici le ragioni che rendono applicabile tale novità già a partire dal 2012. La prima è che si tratta di una modifica normativa che deve necessariamente avere un carattere interpretativo e non innovativo, e dunque come tale è svincolata dalla decorrenza ordinariamente prevista per la legge di Stabilità 2013 (vale a dire il 1° gennaio 2013). Infatti, trattandosi di modifica a una norma che violava, ab origine, il principio della libera circolazione dei capitali, la sua attuazione non può che decorrere dall’anno di prima applicazione della norma stessa, cioè dal 2012.
La seconda ragione, invece, si riscontra nel testo delle istruzioni al modello Unico Pf relativo al 2012, che, a differenza di quelle relative al precedente periodo d’imposta, non riportano alcun distinguo tra conti correnti e libretti di risparmio detenuti in Paesi della Ue o del See, lasciando dunque intendere che la modifica fosse già operativa per il 2012.
Concludendo, non pare condivisibile il comportamento di alcuni uffici periferici, volto a recuperare l’imposta proporzionale, in luogo di quella fissa, sui conti correnti extra-Ue, per l’anno 2012. Sotto il profilo pratico, va tuttavia osservato che il contribuente potrebbe essere indotto, per mere ragioni di opportunità, ad accettare ugualmente la valutazione fornita dall’ufficio, solo al fine di preservare il diritto allo sconto massimo sulle sanzioni, pari a un sesto, in quanto garantito solo in caso di definizione degli inviti.

Fabrizio Cancelliere e Giulio Tombesi

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