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Voluntary, si riparte col turbo

La voluntary disclosure riparte. Oggi è atteso in Commissione finanze della camera, davanti al comitato ristretto, Luigi Casero, viceministro dell’economia che risponderà ai quesiti posti nelle scorse settimane dai parlamentari. Sempre oggi l’ufficio di presidenza della VI commissione esaminerà il dossier rimpatrio dei capitali e darà ai deputati i tempi per la presentazione degli emendamenti con la preparazione di un calendario dei lavori.

Per Marco Causi, capogruppo del Pd in Commissione finanze: «l’auspicio sarebbe quello di portare in aula un testo entro due settimane».

I punti su cui il governo dovrebbe fornire una propria interpretazione e che, con ogni probabilità, diventeranno delle correzioni al testo attualmente in esame (la proposta Causi che riprende in testo dell’originaria voluntary disclosure dell’articolo 1 del dl 4/2014, poi lasciato decadere) sono emersi dal confronto con le categorie dei professionisti sentiti nelle scorse settimane prima della pausa elettorale.

In prima battuta si tratterà di affrontare la questione di chi non ha esportato i capitali rispetto a chi li ha esportati illegalmente all’estero. E solo in questo secondo caso, infatti, che si può usufruire dell’autodenuncia che regolarizza la posizione, è emersa dunque da più parti la richiesta di equiparare il ravvedimento per i capitali esportati illegalmente all’estero a quelli che non hanno preso la strada dell’estero ma sono rimasti in Italia. Altro tema su cui è attesa una pronuncia del governo è quello sul ruolo degli intermediari. Un’accusa rivolta, infatti, all’impianto della voluntary disclosure originario è quello di creare una sorta di effetto domino dell’autodenuncia che coinvolge anche l’intermediario che ha aiutato o consigliato o seguito il cliente nella gestione dei capitali portati all’estero. Le richieste correttive vanno dunque nella direzione di eliminare il rischio di considerare l’intermediario un complice applicandogli dunque le sanzioni previsto per il soggetto investigato. Il rischio, dietro l’angolo è che l’intermediario per il timore dell’incertezza del proprio ruolo non consigli al cliente di aderire alla voluntary. Ecco dunque che la richiesta dei parlamentari è quella di prevedere un’ombrello di protezione che metta al riparo da incertezze interpretative il ruolo del professionista intermediario.

Infine gli aspetti legali all’antiriciclaggio. Su questo punto le opinioni in commissioni sono diversificate e si attende di conoscere la posizione del governo sulla direzione da intraprendere per la relazione antiriciclaggio- rimpatrio dei capitali,

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