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Voluntary, sanzioni valutarie

L’adesione alla voluntary disclosure per regolarizzare capitali detenuti all’estero in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale potrebbe aprire il varco all’irrogazione delle sanzioni valutarie di cui all’art. 9 del dlgs 195/2008. Ciò se le consistenze estere di cui si è omessa la dichiarazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi sono state costituite mediante denaro trasportato all’estero di cui si è omessa la dichiarazione prevista dall’art. 3 del dlgs 195/2008. Per accedere all’istituto della VD, i contribuenti «devono indicare spontaneamente all’Amministrazione finanziaria, mediante la presentazione di apposita richiesta, tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni per la determinazione dei redditi che servirono per costituirli o acquistarli, nonché dei redditi che derivano dalla loro dismissione o utilizzazione a qualunque titolo, unitamente ai documenti e alle informazioni per la determinazione degli eventuali maggiori imponibili » (art. 5-quater, comma 1 lett. a, dl 167/1990). Orbene il contribuente che dichiari che le consistenze detenute all’estero oggetto di regolarizzazione sono state costituite mediante denaro contante trasportato dall’Italia all’estero, potrà incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 9 del dlgs 195/2008 qualora non dimostri di aver presentato l’apposita dichiarazione dovuta in caso di trasporto oltrefrontiera di contanti di importo superiore ai 10.000. L’art. 3 del dlgs 195/2008 prevede l’obbligo per chiunque entra od esca dal territorio nazionale con denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 di «dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane». La dichiarazione può essere effettuata telematicamente, prima dell’attraversamento della frontiera o consegnata in forma scritta al momento del passaggio. L’obbligo di dichiarazione sussiste anche per i trasferimenti di denaro effettuati mediante plico postale. In tal caso la dichiarazione è consegnata ai fornitori dei servizi postali all’atto della spedizione o nelle 48 ore successive. Tale obbligo sussiste sia in caso di passaggi intracomunitari sia per quelli extracomunitari. L’omessa presentazione della dichiarazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria, con un minimo di 300, (i) dal 10 al 30% dell’importo trasferito o che si tenti di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia di 10.000, se tale valore non è superiore ad 10.000; (ii) dal 30 al 50% dell’importo trasferito o che si tenti di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia di 10.000, se tale valore è superiore ad 10.000. Qualora la violazione dell’obbligo di dichiarazione sia contestata in flagranza, le somme trasportate potranno essere soggette a sequestro amministrativo nei limiti del 30% se quanto trasportato superi l’importo di 10.000 per un ammontare inferiore a 10.000, ovvero del 50% se quanto trasportato superi l’importo di 10.000 per un ammontare superiore ad 10.000. La violazione degli obblighi di dichiarazione del trasporto di contante al seguito può essere contestata anche ex post, nei limiti di 5 anni dalla violazione, senza che tuttavia possa essere disposto il sequestro delle somme. Orbene, qualora il contribuente in sede di VD dichiari di aver costituito i fondi esteri con denaro trasportato oltrefrontiera in violazione degli obblighi di dichiarazione indicati, potrebbe correre il rischio di essere sanzionato ai sensi del citato art. 9 dlgs 195/2008.

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