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Voluntary, sanzioni soft

Le maggiori sanzioni applicabili conseguenti alla liquidazione delle istanze di voluntary disclosure-bis da parte dell’ufficio, devono essere circoscritte solo ai casi di erroneo o insufficiente versamento e non ad altre fattispecie. Questo uno dei punti salienti del documento n. 1/2017 del gruppo di studio Voluntary disclosure (Vd) dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano diffuso ieri (documento n. 1/2017 su alcuni aspetti di criticità della voluntary disclosure-bis). In conseguenza delle modifiche legislative intervenute con il decreto legge n. 193/2016 (poi convertito con modifiche in legge 225/2016), tale procedura è significativamente differente rispetto alla versione originaria: alla luce di questa considerazione, il documento (suddiviso in otto sezioni) offre spunti di carattere operativo finalizzati a dare soluzioni tecnicamente orientate.

La riliquidazione da parte degli uffici. Uno degli aspetti di maggiore novità, è sicuramente rappresentato dalla cosiddetta autoliquidazione: introducendo tale istituto, il contribuente può versare autonomamente le maggiori imposte, sanzioni e interessi derivanti dalla regolarizzazione. È però poi prevista all’art. 5-octies lett. g del dl n. 167/1990 una maggiorazione in termini di sanzioni in caso di successiva riliquidazione dell’ufficio. In relazione a tale ultima fase eventuale, gli estensori del documento precisano che tali maggiorazioni possono trovare applicazione solo per carente o insufficiente versamento di quanto dovuto, non potendosi applicare anche ai casi di differente inquadramento fiscale di una fattispecie (si pensi a una diversa qualificazione giuridica di un’attività finanziaria da parte dell’Agenzia rispetto a quanto prospettato dal contribuente).

Dichiarazione integrativa per il 2014. C’è poi la questione relativa all’introduzione dell’art. 7 co. 2 della legge n. 225/2016 secondo cui, per coloro che hanno aderito alla prima voluntary disclosure senza poi presentare il modello RW per l’anno 2014, è prevista una riduzione delle sanzioni in caso di inoltro di tale modulo entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della norma. È evidente come ciò pregiudichi l’equità tra contribuenti: infatti, coloro che, dopo aver fatto la voluntary disclosure si sono attivati per presentare la dichiarazione integrativa per RW nell’anno 2014 hanno (prima dell’entrata in vigore della legge 225/2016) regolarizzato la propria posizione pagando delle sanzioni maggiori rispetto a coloro che invece sono rimasti inerti e hanno inoltrato la dichiarazione integrativa per l’anno 2014 dopo l’entrata in vigore dell’art. 7. A questo riguardo, il documento evidenzia la disparità e auspica il riconoscimento, in favore della prima categoria di soggetti che hanno tempestivamente adempiuto, di un credito d’imposta per le maggiori sanzioni a suo tempo corrisposte.

Cfc, black-list e rimpatrio giuridico immobili. Il documento affronta poi ulteriori tematiche che necessiterebbero di alcuni chiarimenti alla luce della recente evoluzione normativa. In particolare, ci si riferisce alle modifiche in materia di Cfc (Controlled foreign company) e di paesi black-list: la recente circolare delle Entrate n. 39/2016 non ha infatti risolto in modo soddisfacente le correlazioni tra i cambiamenti normativi succedutisi nel tempo e la loro applicabilità ai fini della voluntary-disclosure.

Vi sono da ultimo due questioni che hanno generato perplessità anche nella prima edizione della regolarizzazione: la prima attiene al rimpatrio giuridico degli immobili. Nel documento si ritiene che tale istituto non appaia necessario se l’immobile è situato in Paese collaborativi e ciò alla luce delle differenze tra Vd e scudo fiscale. La seconda concerne i contribuenti che hanno presentato il modello 730 e che spesso si sono visti applicare in sede di regolarizzazione le sanzioni per omessa dichiarazione. Sul punto il documento ritiene che anche in tali casi, siano applicabili invece le differenti (e inferiori) sanzioni per infedele dichiarazione, essendo il modulo RW un quadro e non una dichiarazione a sé stante.

Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi

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