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Voluntary, sanzioni semplici

Sulla voluntary disclosure bis sanzioni e interessi calcolati con un click. Ma contribuenti e professionisti restano in attesa di certezze, sia sulle modalità di calcolo sia sugli effetti di eventuali errori commessi in sede di autoliquidazione, magari a causa di situazioni obiettivamente complicate e in assenza di un contraddittorio preventivo con gli uffici. L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile ieri sul proprio sito un software che permette di determinare le somme dovute a seguito della collaborazione volontaria, i cui termini sono stati riaperti dal dl n. 193/2016. L’applicativo è ancora in fase di test «ed è aperto ai suggerimenti dei contribuenti e dei consulenti», precisa l’amministrazione finanziaria in una nota. Le osservazioni potranno essere trasmette via mail all’indirizzo dc.acc.sga@agenziaentrate.it .

Il fisco prova a dare così un impulso a una campagna di regolarizzazione volontaria dei capitali e dei redditi non dichiarati che sembra caduta nell’oblio, nonostante le aspettative iniziali degli operatori (e dello stesso governo, che ha messo preventivamente a bilancio un incasso atteso di 1,6 miliardi di euro).

La differenza principale rispetto alla prima edizione, disciplinata dalla legge n. 186/2014, consiste nel carattere autoliquidatorio della nuova procedura. A tale scopo, le Entrate hanno deciso di sviluppare il calcolatore «tenuto conto della complessità del calcolo delle sanzioni», ai fini di facilitare il lavoro di chi è materialmente chiamato alla compilazione dell’istanza. Duplice la funzionalità: è possibile calcolare sia le sanzioni sul monitoraggio fiscale sia quelle sulle violazioni dichiarative. Va precisato tuttavia che nell’interfaccia è l’utente a dover indicare la sanzione irrogabile (tra 11 diverse possibili soluzioni) e l’applicabilità o meno del cumulo giuridico, esponendosi quindi sempre al rischio di eventuali risultati errati dovuti ad assunzioni non coincidenti con quelle dei verificatori. L’applicazione della maggiorazione sanzionatoria dal 3% al 10% in caso di insufficiente versamento è una delle criticità principali connesse alla nuova procedura, implicando anche un possibile regime di responsabilità per i professionisti nei confronti dei propri clienti.

In ogni caso, sebbene privo di valenza «certificata» nei confronti del fisco, il software può risultare utile anche nel calcolo degli interessi sulle imposte evase: il sistema applica, dal giorno successivo a quello della scadenza naturale del tributo e fino alla data del versamento, i tassi agevolati stabiliti per la definizione agli inviti all’adesione. Da ultimo, le somme a debito che risultano sono abbinate ai codici tributo, necessari per la compilazione del modello F24.

Si ricorda che il termine per l’adesione alla procedura è fissato al 31 luglio 2017, mentre le somme dovute (imposte, sanzioni e interessi) dovranno essere versate spontaneamente entro il 30 settembre 2017. L’autoliquidazione, elemento distintivo della seconda voluntary, consentirà l’applicazione delle medesime sanzioni previste per la prima disclosure, anche se sono previste maggiorazioni in caso di insufficienti versamenti (in percentuale variabile a seconda che l’inadempimento sia lieve o grave). Sul punto, in diversi convegni svoltisi nelle ultime settimane i professionisti hanno auspicato una circolare delle Entrate volta a chiarire, tra l’altro, il perimetro soggettivo e oggettivo della maggiorazione.

Valerio Stroppa

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