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Voluntary, ripartenza in salita

L’autoriciclaggio blocca, ancora, la voluntary disclosure. Ieri, alla ripresa dei lavori della commissione finanze della Camera, il governo ha chiesto tempo ai deputati per valutare la nuova norma sull’autoriciclaggio introdotta dal disegno di legge governativo sui reati economici. La disposizione ancora ufficialmente non c’è.

Il disegno di legge, che prevede il reato di autoriciclaggio, è stato approvato il 29 agosto dal consiglio dei ministri ma ancora non è stato ufficialmente incardinato presso la camera dei deputati. «È questione di uno, due giorni», ha dichiarato il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, « e si conoscerà il testo del governo. Chiediamo dunque di rinviare la chiusura del dibattito di qualche giorno per aspettare il deposito di quanto elaborato dal ministero della giustizia». La pausa di riflessione richiesta servirà per evitare che si arrivi ad avere in due distinti provvedimenti due distinte norme che trattino lo stesso argomento operando, dove fosse necessario, un raccordo.

L’intenzione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è quella di avere una norma sull’autoriciclaggio che porti la firma dell’esecutivo. La disposizione nella voluntary disclosure, frutto dell’emendamento del capogruppo Pd, Marco Causi, sembra dunque destinata a essere accantonata e a cedere il passo al testo che arriverà nel disegno di legge sulla riforma dei reati economici. Per l’esecutivo poi meno importante è il veicolo che conterrà la disposizione. La norma sull’autoriciclaggio, cioè, una volta presentata nel testo del disegno di legge in arrivo sui reati economici potrebbe essere interamente recepita nel provvedimento sul rientro dei capitali e stralciata dal primo provvedimento o mantenuta come disposizione fotocopia in entrambi aderendo alla filosofia del «chi prima arriva (all’approvazione di legge) meglio alloggia».

«Il Governo», ribadisce Zanetti, «si è rimesso alla volontà della commissione proprio perché non era contrario all’abbinamento della voluntary disclosure con l’autoriciclaggio. È chiaro», precisa Zanetti, «che a giugno il governo ha sottolineato che c’era una iniziativa governativa sulla materia di cui tenere conto».

Per Marco Causi, capogruppo Pd, «la voluntary disclosure senza autoriciclaggio non è efficace», sulla questione il deputato Pd sostiene che «il governo ha detto che l’autoriciclaggio va nella voluntary disclosure ma non possono esserci due testi diversi. L’atto sarà disponibile tra due, tre giorni e spero che si faccia tesoro del lavoro svolto in commissione giustizia sul punto autoriciclaggio». Non si sbilancia sui possibili scenari il relatore al provvedimento Giovanni Sanga, Pd: «Aspettiamo il testo base e ci auguriamo che la presentazione del disegno di legge avvenga entro questa settimana. Il governo presenterà il disegno di legge», elenca Sanga, «noi vedremo il testo e se i testi dovranno essere raccordati procederemo al raccordo».

Per il presidente della commissione finanze della Camera, Daniele Capezzone, si rischia di avere un provvedimento, quello sul rientro dei capitali, che manca il suo obiettivo: «È noto il mio parere negativo sia sul reato di autoriciciclaggio (a maggior ragione se fosse scritto colpendo anche l’autoimpiego: significherebbe trascinare nel circuito penale molte imprese, con effetti pericolosissimi) sia sul testo della maggioranza sul rientro di capitali, purtroppo non attraente e non efficace». Per queste ragioni Capezzone riproporrà in aula i suoi emendamenti. I tempi secondo le previsioni, superato l’impasse autoriciclaggio dovrebbero essere stretti, anche se l’esecutivo ha già messo in conto che al Senato non ci sarà un approvazione per così dire formale e il testo dovrà tornare alla Camera.

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