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Voluntary, rimborsi per l’euroritenuta

Rimborso dell’euroritenuta per chi ha fatto la voluntary. Con la sentenza n. 309/3/2017 del 30 maggio 2017, la Commissione tributaria provinciale di Varese ha, infatti, riconosciuto il diritto al rimborso delle euroritenute subite sui redditi regolarizzati con la procedura di disclosure.

Il caso
Il caso riguarda un soggetto, titolare di un conto in Svizzera non dichiarato, che aveva sanato la propria posizione aderendo alla Vd. Dopo aver versato tributi, interessi e sanzioni come liquidati dall’ufficio, constatata l’assenza – negli atti di definizione – di ogni riferimento all’euroritenuta, il contribuente ne chiedeva il rimborso all’agenzia delle Entrate. Trascorsi inutilmente 90 giorni, impugnava il silenzio-rifiuto, eccependone l’illegittimità per violazione dell’Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Svizzera e la Ue e del divieto di doppia imposizione. L’ufficio resisteva sostenendo l’inammissibilità del ricorso per aver il contribuente già definito la propria posizione con la Vd, nonché la sua infondatezza per l’assenza dell’indicazione dei redditi esteri nelle relative dichiarazioni e, comunque, per essere stata esercitata l’opzione per l’anonimato fiscale mediante applicazione dell’euroritenuta.

La decisione
Il giudice, nell’accogliere in toto ricorso, con un’articolata motivazione enuncia quattro importanti principi:
la richiesta di rimborso non riguarda la procedura di Vd perfezionata e non comporta alcuna modifica agli atti già definiti, avendo invece per oggetto l’applicazione delle euroritenute da parte delle banche estere;
all’euroritenuta non si applica la limitazione prevista dall’articolo 165, comma 8 del Tuir, che esclude il foreign tax credit nel caso di omessa indicazione dei relativi redditi in dichiarazione. Questo articolo riguarda infatti i soli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e non quelli assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva, quali i redditi di capitale esteri;
l’euroritenuta non costituisce un corrispettivo pagato dal contribuente per garantirsi l’anonimato fiscale;
il mancato rimborso dell’euroritenuta darebbe luogo a una doppia imposizione in violazione del diritto comunitario (direttiva 2003/48/CE e relativi accordi con Paesi terzi) e dell’articolo 169 del Tuir.
Con la sentenza i giudici hanno quindi preso posizione su una questione sorta con la Vd 1, in cui gli uffici -in contrasto con le stessa circolare n. 55/E del 2005 – omettevano di considerare le euroritenute (già versate all’Erario direttamente dal Paese estero) nella liquidazione delle imposte dovute dal contribuente. Per tutti i soggetti che, nell’ambito della Vd 1, hanno subito una doppia imposizione, si apre così la possibilità di vedersi rimborsare le euroritenute trattenute dalle banche estere. Allo stesso modo, nell’ambito della Vd 2, ai contribuenti dovrebbe essere riconosciuto il diritto di scomputare le euroritenute subite già in sede di autoliquidazione; circostanza, questa, che garantirebbe maggiore efficienza all’operato amministrativo, evitando inutili contenziosi.

Luca Bonfanti
Antonio Della Carità

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