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Voluntary, richieste di gruppo

La fase 2 della voluntary disclosure si aprirà con una richiesta di gruppo recapitata dall’Agenzia delle entrate alle banche svizzere. Nella missiva si chiederà quali sono i cittadini italiani possessori di conti esteri che non hanno aderito alla procedura di collaborazione volontaria. Dopo l’Olanda (si veda ItaliaOggi del 29/9/2015) anche l’Italia non perderà tempo e si avvarrà degli strumenti di scambio di informazione fiscale che le diverse amministrazioni a livello internazionale stanno perfezionando: «Gli strumenti ci sono e chiusa la voluntary disclosure utilizzeremo questa possibilità» non fa giri di parola Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate a margine del convegno organizzato da Dla Piper, «International Tax Trends and Italian Tax Reform Conference», ieri a Milano per chiarire il punto di vista dell’amministrazione finanziaria italiana.

Per il direttore non si parla di scenari di fiscalità internazionale lontani nel tempo: «Il futuro è ora», evidenzia il numero uno del fisco italiano e ammette: «Le banche svizzere stanno chiedendo ai clienti la documentazione sulla voluntary disclosure. È cambiato il clima». La Orlandi ha dunque le idee chiare sulla mossa da mettere in atto sullo scacchiere del contrasto all’evasione internazionale. L’assist è arrivato lo scorso 28 settembre quando le banche svizzere hanno acconsentito alla richiesta inviata dall’Agenzia delle entrate olandese. Nello specifico dietro richiesta esplicita, Berna renderà noto al fisco olandese il nominativo di coloro che, esortati da banca Ubs a comunicare le proprie attività detenute in terra elvetica, non hanno assolto per tempo ai propri doveri. Le opzioni sono scritte nere su bianco negli accordi siglati dall’Italia con Svizzera, Principato di Monaco e Liechtenstein.

Le domande potranno «fotografare» situazioni verificatesi a partire dalla data di firma dell’accordo fiscale, vale a dire 23 febbraio 2015 per la Svizzera, 26 febbraio 2015 per il Liechtenstein e 2 marzo 2015 per il Principato di Monaco. E proprio la strada dell’accordo con la Svizzera, la cosiddetta road map è pronta per ripartire. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, per fine ottobre ripartiranno i tavoli tecnici Italia-Svizzera per il secondo punto del memorandum di intesa la tassazione dei lavoratori frontalieri. Ma, tornando alla voluntary disclosure, ieri Rossella Orlandi ha aggiornato i numeri delle istanze, numeri in aumento costante: «Abbiamo superato le 60 mila adesioni», ha sottolineato Orlandi, rispondendo a una domanda dei giornalisti. «Avevamo stimato di arrivare grosso modo a settembre a questi numeri e infatti ci siamo arrivati. Ciò che viene dopo è ancora un qualcosa del tutto incerto», ha concluso la direttrice. E sulla mole di lavoro, che aspetta l’Agenzia delle entrate e le sue direzioni provinciali su tutto il territorio, il direttore ha valutato che «se si considerasse per ogni domanda delle 60 mila i 5 anni accertabili della voluntary si avrebbero 300 mila controlli». Lavoro extra che richiede uno sforzo organizzativo non indifferente, come più volte ha sottolineato ieri il direttore dell’Agenzia delle entrate.

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