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Voluntary, proroga in 2 tempi

Ancora una proroga in due tempi per la voluntary disclosure. Finestra per il rimpatrio dei capitali aperta fino al 30 novembre (il termine originario è in scadenza al 30 settembre) con il meccanismo della presentazione dell’istanza entro il 30 novembre e completamento della procedura entro il 31 dicembre 2015.
Come anticipato da ItaliaOggi, il maggior tempo per la voluntary disclosure (fortemente osteggiato dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che in più di un’occasione ufficiale ha precisato che non ci sarebbe stata una proroga) diventa il risolutore per disinnescare le clausole di salvaguardia in arrivo dal 1° ottobre: accise e maggiori acconti di novembre Ires e Irap. Oggi il consiglio dei ministri esaminerà un decreto legge sulla finanza pubblica che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi sta assumendo le forme del decreto omnibus. Il nodo più importante è quello dell’articolo 1 che conterrà la proroga per la procedura di collaborazione volontaria. In preconsiglio ieri non è arrivato nessun testo perchè i tecnici del ministero dell’economia stavano ancora limando il testo. La struttura della proroga non contiene al momento nessuna penalità per chi riporterà i capitali oltre il tempo originariamente fissato al 30 settembre.
A ieri il ministero dell’economia ragionava alla luce di circa 50 mila domande presentate. In cassa, anche se scaramanticamente, nel documento di economia e finanze (Def) non è stato iscritto nulla come gettito, l’erario si ritrova già cash 750 milioni di euro. Una somma già impegnata per evitare l’aumento delle accise, per cui era previsto un aggravio di 728 milioni di euro.

Ricordiamo che è stato previsto a copertura del meccanismo di inversione contabile dell’Iva nella grande distribuzione bocciato dalla Ue l’aumento delle accise. La «reverse charge» era stata introdotta con la legge di Stabilità per il 2015 ma la richiesta italiana di applicarla, in deroga alla normativa comunitaria sull’Iva, è stata respinta dalla Ue a maggio, lasciando un buco di bilancio da 728 milioni (tanto era stata cifrata la misura in Stabilità). La clausola di salvaguardia, inserita proprio in attesa del giudizio europeo, prevedeva appunto l’aumento dell’accisa sulla benzina (inizialmente già da giugno, poi prorogato al 1° ottobre).

La casella che rimarrebbe scoperta e per cui si renderà necessaria (e digeribile per chi ai vertici dell’amministrazione l’ha continuata ad avversare) la proroga è quella dell’aumento degli acconti di novembre di Ires e Irap. Una casella che vale 761 milioni di euro che, a questo punto, sarebbero posti in sicurezza con gli introiti della voluntary disclosure lasciata, appunto, aperta tecnicamente fino al 31 dicembre 2015.

Il decreto potrebbe contenere, secondo quanto risulta a ItaliaOggi anche un riordino delle black list fiscali con l’eliminazione di alcuni paesi considerati non più paradisi.

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