Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Voluntary, più tempo per i dossier

La voluntary disclosure si allinea alle norme sulla «certezza del diritto» (Dlgs 128/15) aprendo a una mini proroga dei termini ma aggiungendo – in un certo senso a sorpresa – la richiesta di nuovi documenti per le annualità non più accertabili fiscalmente ma ancora fuori dalla prescrizione penale. 
Il provvedimento pubblicato in serata dalle Entrate (2015/116808, a firma del direttore Rossella Orlandi e del direttore dell’accertamento, Aldo Polito), dal punto di vista dei tempi è una soluzione di compromesso tra le richieste degli operatori e la volontà del Governo, ribadita sabato dal ministro Pier Carlo Padoan, di non dilatare i tempi della procedura. Per la voluntary disclosure, in ogni caso, ci sarà più tempo, 30 giorni in più per trasmettere la relazione e la documentazione a corredo dell’istanza di rientro dei capitali anche per i ritardatari (chi iniziasse oggi avrebbe infatti risposto al vecchio termine del 30 settembre). Più tempo, sempre 30 giorni, inoltre, anche per chi ha già chiuso istanza e documentazione ma abbia bisogno di un’integrazione. Le nuove istanze, comunque, dovranno essere presentate prima del 30 settembre.
Le annualità scadute 
Il fronte di “crisi” che rischia di aprirsi a partire da oggi riguarda però le annualità scadute. Per essere certo della «non punibilità» prevista dal Dlgs 128/15, il contribuente dovrà svelare e documentare gli eventuali illeciti commessi a partire dal 2008, cioè due annualità aggiuntive rispetto a quelle su cui fino ad oggi hanno lavorato i consulenti delle 16mila istanze già depositate.
È pur vero che i direttore Orlandi ha tenuto conto delle «difficoltà che i contribuenti potrebbero incontrare nel reperire la documentazione e le informazioni relative ad annualità per le quali è scaduto il termine per l’accertamento, che, ai fini della causa di non punibilità prevista dalla procedura di collaborazione volontaria, possono essere considerate oggetto della procedura di collaborazione volontaria» – come scrive l’Agenzia -, fatto sta che ora gli intermediari e i professionisti, se possono tirare un po’ il fiato sulle nuove istanze, devono di fatto riaprire quelle già istruite e anche quelle depositate.
Anche in previsione di queste (grandi) difficoltà, nelle scorse settimane era stata auspicato un allungamento del termine anche per presentare l’istanza, da 30 a 90 giorni oltre il termine di fine setttembre. L’Agenzia ha invece preferito stabilizzare la data della richiesta di accesso alla voluntary a fine settembre, concedendo solo la chance di inviare la relazione di accompagnamento all’istanza e i documenti «fino a 30 giorni dalla data di presentazione della prima o unica istanza». Inoltre, «anche coloro che presenteranno l’istanza a ridosso della scadenza» potranno avvalersi di 30 giorni per trasmettere relazione e atti.
Doppia velocità
Nonostante il complicato cammino normativo (si veda per tutti la conversione solo il 2 settembre scorso del “decreto certezza”) e i dubbi dei contribuenti, oggi la voluntary ha il vento in poppa: solo a Milano vengono depositate domande al ritmo di 400 al giorno. Tuttavia, secondo stime incrociate di professionisti italiani e intermediari stranieri, le 16 mila istanze già presentate (e oggi da riaprire) rappresentano meno del 20% dell’ammontare possibile. E spesso si tratta di piccoli patrimoni. Per questo sullo sfondo resta la “riserva mentale” di una (forse inevitabile) proroga vera dei termini.
Non bastasse, molti professionisti stanno scoprendo a loro spese che c’è un problema informatico di comunicazione delle istanze tra Direzione centrale e Direzioni provinciali: i file troppo pesanti (relazioni più documentazione) vengono bloccati dal sistema.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa