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Voluntary, istanze anche «fuori sede»

Via libera dell’aula del Senato al Dl di proroga della voluntary disclosure con l’introduzione della norma che consente la lavorazione al centro di istanze che mettono a rischio la sicurezza del dichiaraznte. Questo mentre, proprio ieri, si è compiuto un altro passo verso la trasparenza con l’accordo sullo scambio di informazioni fra Liechtenstein e Ue.
Ma partiamo dall’Aula del Senato che ha approvato con 157 sì, 66 no e 5 astenuti il Dl sulla proroga, con una correzione in materia di privacy e competenza degli uffici delle Entrate. Il provvedimento sulla voluntary passa ora all’esame della Camera. Tuttavia c’è voluta una pausa di qualche ora per risolvere l’ultimo dissidio sorto tra Governo e gruppi parlamentari su alcuni emendamenti trasversali relativi ai redditi detenuti da cittadini non più residenti all’estero ma iscritti in passato all’Aire (l’anagrafe dei residenti all’estero). Le proposte di modifica al Dl 153/15, sostenute da quasi tutti i partiti, miravano a ottenere che «le somme detenute all’estero da cittadini non più residenti all’estero presso conti correnti bancari, purché accantonate durante il periodo di iscrizione all’Aire, nonché le somme derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti all’estero, purché realizzati durante il periodo di iscrizione all’Aire», fossero assoggettate ai fini delle imposte dirette, su istanza del contribuente, all’aliquota del 5%, anziché all’aliquota ordinaria. Dopo un’aspra discussione il Governo ha espresso il proprio disaccordo sugli emendamenti e l’attività dell’Assemblea è stata sospesa fino alle 16,30. «Va benissimo la richiesta di accantonamento – ha spiegato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti – però questi emendamenti creano i presupposti di una disparità di trattamento tra cittadini italiani che non sono mai stati iscritti all’Aire e quelli che in passato lo sono stati rispetto alla tassazione di redditi per il resto perfettamente uguali». Alla ripresa dei lavori il nodo è stato sciolto con la presentazione di un ordine del giorno accolto dal Governo. L’Aula, che ha respinto tutti gli emendamenti rimasti in materia sia per gli ex-lavoratori all’estero che per i transfrontalieri, in precedenza, ha approvato l’emendamento Milo/Bonfrisco “salva-privacy” che consentirà di lavorare istanze e le integrative “sensibili”, presentate dopo il 10 novembre, in un’ufficio delle Entrate diverso da quello competente per territorio in deroga al principio di territorialità (articolo 58 del Dpr 600/ 73).
«La proroga – ha precisato il relatore Gianluca Rossi – consentirà di eliminare per il 2015 l’attivazione della clausola di salvaguardia che sarebbe scattata, in coerenza con quanto verrà fatto con la legge di stabilità 2016. Per non alterare gli equilibri di bilancio e non caricare nuove accise sui carburanti – osserva – abbiamo usato questo canale, che finora ha portato nelle casse dello Stato circa 1,9 miliardi, cifra che vedrà un consistente rialzo».
Sul fronte internazionale, poi, il Liechtenstein ha sottoscritto l’accordo con la Ue per lo scambio automatico di informazioni bancarie. «La firma segna un momento molto importante e rappresenta un ulteriore impulso alla creazione di un’area fiscale comune», ha sottolineato Pierre Gramegna, ministro dell’Economia lussemburghese che ha siglato l’accordo in qualità di presidente di turno Ue assieme al ministro degli esteri del Liechtenstein, Aurelia Frick, e al commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici. L’accordo entrerà in vigore dopo che il Parlamento europeo avrà dato il suo parere il 2 dicembre, l’Ecofin l’8 dicembre lo avrà approvato formalmente, e dopo il via libera del parlamento del Liechtenstein. Le informazioni sui conti raccolte nel 2016 inizieranno a essere trasmesse automaticamente dal Liechtenstein agli Stati Ue dal gennaio 2017.

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