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Voluntary, il manuale per la «chiusura»

MILANO
Numeri, procedure, applicativi dedicati. Dalla comunicazione interna dell’Agenzia – destinatarie le Direzioni regionali e provinciali e il Centro operativo di Pescara – emergono dati e circostanze inediti dell’operazione voluntary disclosure chiusa lo scorso 29 dicembre con un bilancio in chiaroscuro (129 mila istanze, 60 miliardi di emerso, 4 abbondanti di gettito).
La platea dei forfetari, cioè di chi avendo un patrimonio inferiore a 2 milioni di euro ha potuto chiedere una tassazione non analitica sul 5% del rendimento annuo convenzionale, arriva a oltre la metà delle istanze effettive (52 mila sulle 100mila posizioni con portafoglio, si vedano le schede a lato). Il popolo dei procuratori e/o delegati, vale a dire dei non titolari delle attività, è il 30%del totale delle dichiarazioni: per loro si prospetta solo la sanzione ultraridotta della mancata dichiarazione RW (monitoraggio fiscale).
Ma al di là delle analisi numeriche, è nelle procedure interne che si scoprono le direttive, talvolta curiose, impartite alle direzioni locali.
Dato per assodato che esiste un problema di omogeneità di trattamento (spesso il medesimo patrimonio è legato a soggetti residenti in province e regioni diverse), «ciascun Ufficio dovrà attivarsi al fine di garantire il necessario coordinamento e l’uniformità degli esiti». E quando la determinazione della competenza per il contraddittorio è più complicata, anche perchè il contribuente non ha scelto il “foro”, la regola è percorrere per prima èla Dp di competenza dell’ultimo anno regolarizzato, se coincidente con l’attuale domicilio fiscale, in subordine la Dp che ha in carico il maggior numero di annualità, in ultima istanza la Dp che per prima ha avviato l’attività di controllo sulla posizione.
Quanto ai calcoli dei rendimenti, che è il vero problema per gli oltre 500mila accertamenti da concludere entro il 31 dicembre, l’Agenzia ha approntato due applicativi empirici, lo “Scrivo” della Dre Toscana (Sistema di controllo e riscontro istanze di voluntary)e il “Cafe” della Dre Piemonte (Calcolo attività finanziarie estere) predisposto per gestire le annualità di imposta tra il 2004 e il 2013, che esegue in modo automatico la quantificazione della base imponibile distintamente per ciascun anno.
Curiosa la questione della «parvità degli importi dovuti in base agli atti emessi per la Vd». La nota rivela che gli uffici, per prassi, possono rinunciare a recuperare importi che risultassero irrisori in sede di valutazione in quanto «non proficua l’emissione degli atti di accertamento e di contestazione». Tuttavia questa valutazione discrezionale non è consentita per la voluntary disclosure (dove, ricordiamo, ci sono anche 3.197 istanze per importi inferiori a 300 euro) perchè l’emersione volontaria consente al contribuente di riparare alle infedeltà dichiarative commesse prevedendo una significativa attenuazione delle risposte sanzionatorie non solo in campo amministrativo ma anche in campo penale».

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