Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Voluntary disclosure telematica

Modelli per il rientro dei capitali con trasmissione telematica. È questa l’ipotesi a cui sta lavorando l’Agenzia delle entrate per semplificare il carico di adempimenti in capo ai contribuenti intenzionati a utilizzare la finestra per riportare i capitali illegalmente detenuti all’estero in Italia utilizzando il veicolo della procedura di collaborazione volontaria.

La legge con le regole per il rientro con il beneplacito del fisco è attualmente all’esame della commissione finanze del Senato, ma, in questo caso, l’amministrazione finanziaria non batte la fiacca e ha già diffuso delle bozze di modelli «sul quale si stanno effettuando delle valutazioni tecniche per verificare se esso possa essere in tutto o in parte trasmesso in via telematica». L’indicazione arriva da Enrico Zanetti, sottosegretario al ministero dell’economia, rispondendo all’interrogazione di Giovanni Paglia, Sel, in commissione finanze della camera ieri. Il deputato ha richiesto un intervento del ministero dell’economia per comprendere la procedura dell’Agenzia che con ancora un testo in divenire starebbe già lavorando alla fase applicativa. L’Agenzia attraverso il sottosegretario Zanetti fa sapere che a bocce ferme, una volta, cioè, che il provvedimento sarà definitivamente approvato sarà necessario procedere in tempi strettissimi con la fase attuativa avendo a disposizione solo 30 giorni tra l’entrata in vigore del provvedimento e la dead line per emanare i modelli, indispensabili per il completamento della procedura di regolarizzazione. Ecco dunque che l’amministrazione finanziaria si porta avanti con il lavoro sulla voluntary disclosure, cosa peraltro già fatta con la prima edizione della voluntary disclosure quando tra dicembre 2013 e gennaio 2014 l’Agenzia pubblicò bozza di modelli costretta successivamente a ritirarli.

«La bozza di istanza», spiega Zanetti, «è una delle versioni di un modello provvisorio attualmente in corso di elaborazione e sul quale si stanno effettuando valutazioni tecniche per verificare se esso possa essere, in tutto o in parte, trasmesso in via telematica, al fine di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti». Per l’amministrazione poi non si dovrebbe parlare di largo anticipo, così come nell’interrogazione di Paglia in quanto la normativa prevede 30 giorni di tempo per l’emanazione del provvedimento. Inoltre rispetto alla prima voluntary disclosure, del dl 4/2014, su cui l’Agenzia dell’entrate aveva preparato già delle bozze di modello, molta acqua è passata sotto i ponti e il provvedimento in discussione al senato è totalmente diverso: «Le norme di approvazione sono di più ampia portata in quanto consentono l’emersione volontaria anche di tutti gli eventuali fatti di evasione commessi in Italia e non collegati alle attività illecitamente detenute all’estero».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa