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Voluntary disclosure, partenza senza sconti sulle imposte

Rimpatrio in Italia delle attività estere con sanzioni estremamente ridotte ed esimenti penali per alcuni reati. Parte così la voluntary disclosure senza nessuno sconto sulle imposte dovute. Peraltro, le sanzioni amministrative potranno essere definite con il pagamento del terzo di quanto determinato per effetto della procedura di collaborazione volontaria. Ai fini della determinazione della sanzione e della relativa riduzione privilegiata l’ipotesi del rientro in Italia delle attività o, comunque, in uno stato che consente lo scambio di informazioni con l’Italia. Laddove, invece, le attività emerse rimangano in uno stato con cui l’Italia non scambia informazioni, la riduzione della sanzione sarà meno significativa. In ogni caso, il versamento delle somme dovute dovrà avvenire in una unica soluzione a differenza di quanto previsto in relazione ad altri istituti premiali.

Presupposto per l’accesso all’istituto premiale. Il presupposto è molto semplice: se un contribuente non ha dichiarato le attività estere nel quadro RW in relazione ai periodi di imposta ancora accertabili, può accedere all’istituto della collaborazione volontaria. Quindi, ipotizzando l’entrata in vigore della norma il 1° gennaio 2014, nella normalità dei casi si parla di periodi di imposta dal 2009 in avanti, salva l’ipotesi della omissione nella presentazione della dichiarazione che comporta l’ampliamento di un anno della possibilità di accertamento. Peraltro, con riferimento a tale aspetto andrà considerata la correlazione con quanto previsto dall’articolo 12 del dl 78 del 2009 in tema di raddoppio dei termini di accertamento per le attività detenute in stati o territori a fiscalità privilegiata.

Procedura. Di fatto, la norma non disciplina una prima fase anonima ma richiama la possibilità di presentazione di una istanza nella quale il contribuente mette a disposizione dell’amministrazione finanziaria tutti i dati necessari per il conteggio delle imposte dovute in relazione alle attività non dichiarate. Sul punto, andrà compreso se il reddito derivante da tali attività debba essere determinato facendo riferimento al capitale ovvero al rendimento dello stesso come da un punto di vista tecnico parrebbe più corretto fermo restando che un calcolo analitico in alcuni casi diviene estremamente complesso, soprattutto in relazione ai flussi di natura finanziaria. Una volta presentata l’istanza, la norma parla di versamento di somme in un’unica soluzione nel caso di acquiescenza entro il termine per la proposizione del ricorso ovvero nei venti giorni successivi alla sottoscrizione dell’atto di adesione. Il che fa pensare che vi sia un accertamento che comunque viene emesso ma preceduto da un vero e proprio contraddittorio nel quale si determina quanto dovuto. Peraltro, in relazione a questo aspetto, nulla la norma afferma rispetto a una fase preliminare di cui si era parlato e cioè la fase anonima. Da un punto di vista pratico non è però escluso che questo aspetto venga comunque mantenuto. Qualche perplessità può derivare dal fatto che le somme dovute in base alla collaborazione volontaria debbano essere versate in un’unica soluzione e non, in linea con gli istituti premiali, anche in forma rateizzata.

Sanzioni. La norma taglia decisamente le sanzioni previste in tema di monitoraggio fiscale affermando un concetto che, laddove le attività rientrino in Italia, ovvero siano collocate in uno stato che con l’Italia ha attivo lo scambio di informazioni, le sanzioni vengono determinate nella misura della metà del minimo e sono peraltro definibili ai sensi di quanto previsto dall’art. 16 del dlgs 472/1997. Se, invece, le attività restano in uno stato non collaborativo, la sanzione viene ridotta di un quarto. Di fatto l’impostazione della norma è quella del rimpatrio ad imposta piena ma con un bonus sulle sanzioni che è più elevato. Anche in questo caso, però, si tratterà di comprendere il rapporto della nuova disposizione con le sanzioni previste dall’art. 12 del dl 78/2009 nel momento in cui opera la presunzione di fruttuosità prevista dalla norma appena richiamata. Ai fini penali, infine, piena esimente per i reati di omissione e infedeltà della dichiarazione mentre una decisa riduzione della pena è prevista per i reati di cui agli art. 2 e 3 del dlgs 74/2000.

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