Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Voluntary disclosure anonima

Per evitare che l’operazione rientro dei capitali detenuti all’estero si trasformi in un flop bisogna introdurre l’anonimato nella prima fase di accesso alla procedura e il contraddittorio preventivo. Meglio poi sarebbe tenere fuori l’autoriciclaggio da un provvedimento che ha natura fiscale, ma se proprio lo si vuole inserire andrebbero elencati tassativamente i casi in cui esso ha luogo. È quanto sostenuto ieri dal Consiglio nazionale dei commercialisti, nel corso di una audizione presso le commissioni riunite giustizia-finanze del senato.

I commercialisti hanno sottolineato «l’estrema complessità della ricostruzione della situazione reddituale del contribuente che l’amministrazione finanziaria è tenuta a effettuare». Incertezza sul costo complessivo della regolarizzazione e conseguente rischio di «autodenuncia» potrebbero scoraggiare proprio i contribuenti maggiormente interessati alla procedura di collaborazione volontaria. Per questi motivi, sarebbe per i commercialisti «auspicabile che nella prima fase di accesso alla procedura sia data al contribuente la facoltà di conservare l’anonimato, prevedendo la possibilità di farsi rappresentare dinanzi agli organi dell’amministrazione finanziaria da un professionista abilitato alla difesa tecnica dinanzi agli organi di giustizia tributaria». Anonimato che poi sarebbe destinato a venir meno, con conseguente disvelamento dell’identità del contribuente, soltanto al momento dell’accettazione da parte dello stesso degli importi determinati per la regolarizzazione. I commercialisti suggeriscono inoltre di «prevedere l’obbligo del contraddittorio preventivo, da svolgersi su richiesta del contribuente anche in anonimato». Il contraddittorio favorirebbe l’esito positivo della procedura attraverso la partecipazione del contribuente (o del suo rappresentante) sin dalla prima fase di valutazione da parte dell’ufficio della documentazione e delle informazioni fornite per la regolarizzazione. Riserve sono state espresse dalla categoria sull’inserimento in un ddl di natura fiscale come quello sulla voluntary disclosure di «una novella di natura penale come il reato di autoriciclaggio». Per questo andrebbero almeno «elencati analiticamente i reati tributari presupposto dell’autoriciclaggio, dando rilevanza esclusivamente alle condotte fraudolente». Ultima proposta: stop agli obblighi antiriciclaggio per i professionisti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa