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Una «voluntary» per i contanti nascosti

Punta sui contanti chiusi nelle cassette di sicurezza, sia in Italia sia all’estero, la nuova voluntary disclosure , la procedura per l’emersione dei capitali non denunciati al Fisco. Già la prima edizione della voluntary , partita a inizio 2015, riguardava anche i contanti nelle cassette di sicurezza. Ma di fatto questo canale non è stato utilizzato quasi da nessuno. Da qui la correzione che dovrebbe essere inserita nel disegno di legge di Bilancio, per poi partire nel 2017.

Il contribuente che deciderà di mettersi in regola potrà scegliere un regime forfettario con due aliquote: pagare una somma pari al 15% per i prelievi, cioè le somme prese da un conto corrente bancario e poi detenute in cassetta di sicurezza. Oppure pagare il 35% per i cosiddetti «apporti», cioè i contanti portati direttamente nelle cassette di sicurezza. L’Agenzia delle entrate potrebbe comunque negare al contribuente questa possibilità e poi procedere con tutti gli accertamenti del caso. E la procedura non cancellerebbe gli eventuali reati, dal riciclaggio in su, collegati al denaro che si vuole fare emergere. Ma perché con queste regole la voluntary per le cassette di sicurezza dovrebbe funzionare meglio rispetto al passato?

Dal governo dicono che a frenare la prima edizione della voluntary è stata soprattutto l’incertezza sulla somma effettiva da pagare, perché all’aliquota fissa del 27% si potevano poi aggiungere in caso di problemi Irpef, Iva e contributi vari arrivando a un’aliquota finale anche intorno al 90%. Ma bisognerà aspettare il testo definitivo, ancora in fase di limatura, per capire se ci sono anche altre novità. In particolare sull’autodichiarazione, il documento con il quale il contribuente che si vuole mettere in regola indica la provenienza del denaro conservato nelle cassette di sicurezza. Di fatto sollevando da eventuali responsabilità l’avvocato o il commercialista che sta curando per lui la pratica.

La misura dovrebbe essere accompagnata anche da un ulteriore controllo, da parte dell’Agenzie delle entrate, sui trasferimenti all’estero. E questo perché alcune persone, invece di far rientrare i capitali da Paesi stranieri con la prima edizione della voluntary , potrebbero aver trasferito fittiziamente all’estero la loro residenza. Di fatto un flusso contrario a quello previsto. In attesa del testo finale, dall’opposizione protesta Renato Brunetta, Forza Italia: «La voluntary è una cosa pericolosissima, riciclaggio di Stato. Fabrizio Corona non sarebbe tornato in galera perché l’avrebbe usata».

Lorenzo Salvia

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