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Voluntary con autoliquidazione

Riaperti i termini per accedere alla collaborazione volontaria. La nuova finestra temporale va dal 24 ottobre 2016 al 31 luglio 2017. Le condizioni sono immutate, salvo che per alcune modifiche non propriamente trascurabili.

L’art.5-octies, comma 1, lett. e), dl n.167/90, infatti, richiede di autoliquidare e consente di versare (spontaneamente) entro il 30 settembre 2017 le somme dovute per le violazioni commesse, (in caso di pagamento in tre rate, la prima dovrà esserlo entro il 30 settembre 2017).

Ciò consente, in linea di principio, di mantenere inalterati i benefici di cui alle sanzioni ridotte per come recate dalla legge n.186/2014 (rectius: dall’art. 5-quinquies, comma 4, del dl n.167/90), forse beneficiando del cumulo giuridico limitatamente alle sanzioni per le violazioni al monitoraggio fiscale.

Tale facoltà non è tuttavia scevra da potenziali conseguenze. In particolare, secondo quanto disposto dall’art. 5-octies, comma 1, lett. g), punti 2) e 3), in caso di versamenti delle somme per difetto (cd. versamenti insufficienti), è prevista la richiesta di pagamento (a fronte dei controlli dell’Ae) di una maggior somma in misura del 10% qualora, alternativamente:

1.1 il versamento risulti insufficiente per una frazione superiore al 10% (e quindi superiore all’1/10 delle somme da effettivamente versare), ove afferisca ai soli redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta ovvero a imposta sostitutiva e alle sanzioni (incluse quelle sulle violazioni per il monitoraggio fiscale irrogabili);

1.2 il versamento risulti insufficiente per una frazione superiore al 30% (e quindi superiore ai 3/10 delle somme da effettivamente versare), negli altri casi.

Diversamente, l’ammontare della maggiorazione è previsto in misura del 3%.

Ma non finisce qui. Posto che ci sarà un provvedimento direttoriale finalizzato a puntualmente chiarire le dinamiche in disamina, da adottarsi entro 30 giorni dalla conversione in legge del dl n. 193/2016, e in attesa di chiarimenti ministeriali, parrebbe che il calcolo per il recupero delle (maggiori) somme ancora dovute vedrebbe inoltre applicata una riduzione «peggiorativa» delle sanzioni connesse alle maggiori somme (peggioramento che opera certamente nel caso di assenza di versamento spontaneo, entro il 30 settembre 2017, di cui all’art.5-octies, comma 1, lett. g), punto 1).

In buona sostanza, ai fini del calcolo delle ulteriori somme (da maggiorare per come visto sopra) il beneficio delle sanzioni (ridotte), in attesa di chiarimenti, parrebbe operare come segue:

1. le sanzioni sulle violazioni al monitoraggio fiscale, di cui all’articolo 5, comma 2, dl n. 167/90, vengono determinate partendo dal minimo edittale ridotto, applicando le ordinarie regole stabilite dalla procedura, secondo quanto fissato dall’articolo 5-quinquies, comma 7, dl n.167/90, per i paesi e territori «black list», tenuto altresì conto della previsione di cui all’art.5-octies, comma 1, lett. h) che di fatto consente di beneficiare della sanzione non raddoppiata anche qualora sia entrato in vigore un accordo, prima del 24 ottobre 2016, (con un dato Paese o territorio black list) che consente un effettivo scambio di informazioni conforme all’art.26 del Modello Ocse, ovvero un accordo conforme al modello di accordo per lo scambio di informazioni redatto nel 2002 dall’Ocse (cd. Tiea).

Parrebbe che tale sanzione venga determinata in deroga all’art.5-quinquies, comma 4, del dl 167/90, in misura pari al 60% del minimo edittale qualora le attività estere coinvolte risultino soddisfare a uno dei requisiti di cui alle lett. a), b) o c) di cui all’art. 5- quinquies, comma 4, dl n.167/90.

Negli altri casi la sanzione sarebbe determinata in misura pari all’ 85% del minimo edittale.

Per le violazioni «sostanziali», (cioè quelle in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, di imposta regionale sulle attività produttive, di imposte sul valore degli immobili all’estero, di imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero, di imposta sul valore aggiunto e di ritenute) la sanzione sarebbe determinata in misura pari all’85% del minimo edittale.

2. Sono fatte salve tutte le disposizioni concernenti la procedura per come stabilite dal provvedimento direttoriale prot. N.13193 del 30 gennaio 2015, in attesa del sopraggiungere del nuovo provvedimento direttoriale, da adottarsi entro 30 giorni dall’approvazione della legge di conversione del decreto legge n. 193/2016.

3. Un comunicato dell’Agenzia delle entrate del 25 ottobre 2016 ha confermato la possibilità di procedere all’invio delle istanze già a partire dal 25 ottobre 2016, utilizzando il «vecchio» modello di cui al provvedimento n. 13193/2015.

Va trasmesso in via telematica, con le ordinarie modalità recate dal punto 4 del provvedimento del 2015. Il periodo coperto è quello concernente anche i periodi di imposta 2014 e 2015.

Le istanze potranno essere inviate entro il 31 luglio 2017. Le relazioni di accompagnamento, la documentazione ed eventuali istanze integrative andranno prodotte a mezzo di posta elettronica certificata (all’indirizzo Pec da individuare ai sensi del punto 7.2 del provvedimento del 2015, nelle more dei futuri chiarimenti e istruzioni del nuovo provvedimento direttoriale emanando) entro e non oltre il 30 settembre 2017.

Le violazioni sostanziali vedono per espressa previsione di legge (ancora) applicare le riduzioni sanzionatorie previste dall’art.5, comma 1-bis, del dlgs n. 218/97 in base al testo vigente alla data del 30 dicembre 2014. I termini di prescrizione ordinari per i periodi di imposta scadenti a decorrere dal 1° gennaio 2015 sono prorogati al 31 dicembre 2018.

Esonero RW. Va da subito specificato che si è esonerati dalla compilazione del Quadro RW, per il periodo di imposta 2016 e per la frazione del periodo di imposta 2017 che va dal 1° gennaio 2017 al giorno precedente la presentazione dell’istanza.

Occorre che le informazioni sulle attività oggetto di collaborazione volontaria siano puntualmente illustrate nella relazione di accompagnamento del professionista, unitamente a quelle rilevanti ai fini reddituali, in quanto suscettibili di generare redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, e per i redditi relativi ad azioni o quote di fondi comuni non armonizzati, con l’esonero dalla compilazione in dichiarazione dei relativi quadri reddituali, versando in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2017 le imposte e gli interessi, unitamente alle sanzioni, ove applicabili, mediante ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del dlgs n. 472/97.

Francesco Squeo

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