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Voluntary, boom di segnalazioni

Esplosa la collaborazione dei professionisti a fini antiriciclaggio, in particolare a seguito delle operazioni di voluntary disclosure. Incremento di oltre 10.000 segnalazioni, nel corso del 2015 rispetto al 2014, l’Uif infatti ha ricevuto 82.428 con una crescita corrispondente al 15%. Anticipati di un semestre i termini di recepimento della quarta direttiva al 1/1/2017. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto sull’attività svolta dall’Unità di informazione finanziaria per l’Italia nell’anno 2015 pubblicato nel sito ufficiale della Banca d’Italia, il 7 luglio 2016.

I risultati dell’operatività delle Sos

Confermata dai dati la tendenza all’aumento dei flussi segnaletici che testimonia anche in categorie in passato meno sensibili, come professionisti e operatori non finanziari, una crescente consapevolezza del ruolo della collaborazione attiva nell’ambito del sistema di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Nel 2015 la crescita è risultata significativamente influenzata, specie per quanto riguarda i professionisti, dagli effetti dei provvedimenti in materia di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (cosiddetta voluntary disclosure) che rappresentano oltre il 40% del flusso segnaletico della categoria. Nell’anno, infatti, sono pervenute ben 6.782 segnalazioni connesse a operazioni di voluntary disclosure, pari all’8,2% del totale. Ciò in quanto, ricordiamo che l’adesione alla regolarizzazione non determina il venir meno degli obblighi segnaletici di cui al dlgs 231/2007. Di tali segnalazioni, pervenute alla Uif al 31/12/2015, oltre 2.500 sono state, infatti, inviate dai professionisti.

Nonostante che la crescita complessiva delle segnalazioni è in buona parte ascrivibile al combinato effetto dell’aumento delle Sos trasmesse da banche e poste, i professionisti, che rappresentano una quota di poco superiore al 7% del totale, hanno segnato un aumento del 150% rispetto al 2014, con un incremento in termini assoluti di oltre 3.500 unità. Il rapporto Uif, tuttavia, sul punto precisa che il contributo dei notai continua a essere preponderante (in linea con gli anni precedenti) e le segnalazioni di dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, studi associati, società interprofessionali, avvocati e società tra avvocati, aumentano in termini assoluti ma continuano a essere non proporzionali al potenziale in termini di collaborazione attiva.

Continua, poi, a crescere anche il flusso di segnalazioni provenienti dagli operatori non finanziari, aumentate di oltre il 60% rispetto all’anno precedente.

Molto interessante, il dato relativo al primo semestre del 2016 in cui il flusso ha superato le 50.000 unità. Il trend crescente, è confermato anche ove non si considerino le segnalazioni derivanti da operazioni di regolarizzazione volontaria (7.000 circa nel 2015 e oltre 10.000 nella prima parte del 2016). Il dato totale stimato per l’anno in corso raggiunge le 100.000 segnalazioni.

Il recepimento della IV direttiva

Per fronteggiare più efficacemente la minaccia terroristica da parte della criminalità organizzata oltre che dal terrorismo internazionale, il quadro normativo è in costante evoluzione al punto che la Commissione europea ha presentato una Proposta di modifica della quarta Direttiva antiriciclaggio anticipandone i termini di recepimento al 1° gennaio 2017. Si rileva, infatti, nel rapporto Uif che le segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo, già triplicate nel 2015, sono ulteriormente cresciute in maniera significativa nel 2016 (oltre 300 nel primo semestre).

Sebbene per il Fondo monetario internazionale, l’Italia è fra i paesi più virtuosi ai fini antiriciclaggio, in ambito Gafi, il «Rapporto» ha messo in luce anche alcuni aspetti critici del sistema che potranno essere corretti mediante l’atteso menzionato recepimento della direttiva.

In tale contesto saranno, tra l’altro previste misure più stringenti per l’utilizzo delle carte prepagate e delle valute virtuali; rafforzati i poteri delle Fiu e la collaborazione tra esse; prevista l’istituzione di archivi nazionali con informazioni sui conti bancari (analoghi all’Anagrafe dei rapporti italiana) e una più ampia trasparenza delle informazioni sulla titolarità effettiva. Sarà possibile aggiornare l’elenco dei soggetti obbligati, secondo un approccio basato sul rischio.

Il legislatore italiano, chiamato a procedere all’adeguamento della disciplina nazionale, avrà l’occasione quindi di tener conto anche dei nuovi indirizzi europei e dei rilievi formulati dal Gafi, salvaguardando i punti di forza dell’attuale sistema.

Luciano De Angelis e Christina Feriozzi

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