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Voluntary-bis in tempi ristretti

Nuova voluntary con relazione e documentazione da inviare entro 30 giorni dall’istanza. Anche l’edizione bis della collaborazione volontaria, disciplinata dal dl 193/2016 su cui ieri è stata votata la fiducia alla Camera, soggiace alle regole stabilite dal provvedimento direttoriale n.13193 del 2015. Il soggetto ancora deputato all’evasione delle istruttorie, in attesa del nuovo provvedimento direttoriale, permane il centro operativo di Pescara. Questo quanto sta emergendo dalle prime pratiche di voluntary-bis presentate dai professionisti.

Non deve dunque trarre in inganno la formulazione dell’art. 5-octies del dl n.167/90, come integrato dal dl 193/23016, laddove è previsto che: «L’integrazione dell’istanza, i documenti e le informazioni di cui all’articolo 5-quater comma 1, lett. a) possono essere presentate entro il 30 settembre 2017». Trovano invece applicazione le disposizioni fissate dal provvedimento direttoriale n. 13193/2015. Il centro operativo di Pescara è il soggetto che viene indicato nella comunicazione di acquisizione dell’istanza, quale referente per l’inoltro a mezzo Pec della documentazione e della relazione. L’esperienza maturata nella prima voluntary non ha visto sempre e comunque rispettata l’eventuale richiesta con la quale si optava per una Direzione regionale specifica, in luogo del centro operativo di Pescara, ai fini della fase istruttoria del procedimento e dell’eventuale contraddittorio informale. Si ricorderà come fosse possibile indicare una Direzione regionale e non una Direzione provinciale: ciò a mente del provvedimento direttoriale n. 153427 del 27 novembre 2015. In particolare, la richiesta andava inviata fino a dieci giorni antecedenti la data fissata nell’invito al contraddittorio, mediante Pec, alla casella e-mail del centro operativo, anche unitamente alla relazione di accompagnamento e alla documentazione integranti le istanze di accesso alla procedura. È capitato che tale richiesta opzionale di preferenza per una specifica Direzione regionale non sia stata soddisfatta, dovendosi talvolta interagire con direzioni provinciali territorialmente diverse. Si ripete, la bussola con la quale orizzontarsi anche nell’ambito della voluntary-bis permane il provvedimento n. 13193 del 2015, con riferimento alle dinamiche procedurali caratterizzanti l’iter da rispettarsi. Il modello da utilizzarsi, nelle more del nuovo provvedimento direttoriale, rimane quello originario, pur dovendosi specificare in relazione di accompagnamento i dettagli afferenti anche i periodi di imposta 2014 e 2015. È ragionevole attendersi che il nuovo modello (atteso entro il 22 gennaio 2017), di cui al nuovo provvedimento direttoriale, rechi l’integrazione dei righi dedicati a tali due ultime annualità di imposta. Non parrebbe inoltre da escludere che possa esserci un flag, così dedicato alla spunta dell’opzione per l’eventuale versamento spontaneo, quest’ultimo come recato dall’art. 5-octies, dl n.167/90. L’occasione pare propizia per rilanciare circa quanto sottende la facoltà ovvero l’obbligo del versamento spontaneo di cui al comma 1, lett. e) del citato articolo. Ebbene, non solo andrebbe considerato il passaggio di cui alla citata lettera e): «Gli autori delle violazioni possono provvedere spontaneamente al versamento di quanto dovuto ( )», ma piuttosto andrebbe valorizzato come sia la lettera f) che la lettera g), espressamente contemplino la possibilità che detto versamento spontaneo non avvenga, in quanto non optato. Infatti, se da un lato è vero che l’assenza di versamento spontaneo determina il peggioramento delle sanzioni, con una riduzione delle stesse meno significativa, per come disposto dall’art. 5-octies, comma 1, lett. g) punto 1), dl n. 167/90 è dall’altro altrettanto vero che esporrebbe a minori rischi potenziali. L’incentivo all’autoliquidazione, con versamento spontaneo, sarebbe rappresentato dal mantenimento inalterato delle riduzioni sanzionatorie originarie (art. 5-quinquies, comma 4), con celerità dell’incasso entro il 30 settembre 2017 e minor coinvolgimento dell’agenzia, che porrebbe in essere un’attività di controllo (con eventuale contraddittorio informale), anziché di accertamento. A conti fatti non può trascurarsi di evidenziare che eventuali errori di calcolo e quindi di versamento, perciò insufficiente, anche in maniera incolpevole del professionista incaricato (laddove una medesima fattispecie si presti a più di una lettura, con conseguente maggior costo per il contribuente rispetto a quanto versato spontaneamente ove l’amministrazione Finanziaria ritenga di sposare l’interpretazione che si riveli più onerosa), comporta l’aggravio di costo sotteso alla maggiorazione delle somme ulteriormente dovute in misura che oscilla dal 3 al 10%, coerentemente alle disposizioni recate dall’art. 5-octies, comma 1, lett. g, punti 2) e 3), dl n. 167/90.

Francesco Squeo

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