Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Voluntary batte ravvedimento

La riduzione del termine per determinare le sanzioni sul quadro RW nell’ambito della disclosure avvantaggia la sanatoria rispetto al ravvedimento: con la integrazione della dichiarazione attraverso il ravvedimento, si ampliano i termini per i controlli dell’amministrazione finanziaria. Fermo restando che le posizioni dell’Agenzia delle entrate e della giurisprudenza su quali siano i periodi di imposta contestabili ai fini del monitoraggi fiscale divergono.

Sono queste alcune delle conseguenze che emergono nell’ipotesi in cui dovesse essere approvata la modifica al decreto legge n. 167 del 1990 (si veda ItaliaOggi di ieri) mediante l’apposito emendamento al decreto mille proroghe.

L’emendamento. Di fatto, l’emendamento, allinea la sterilizzazione contenuta nella voluntary disclosure agli effetti che si produrrebbero con l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legge n. 78 del 2009 in relazione agli investimenti detenuti in black list e non dichiarati nel quadro RW. In sostanza, scatterebbe l’inapplicabilità della presunzione di redditività in relazione a periodi di imposta non più accertabili nei termini ordinari nonché l’inapplicabilità del raddoppio delle sanzioni e, post emendamento, anche il raddoppio dei termini per le violazioni da quadro RW. Resterebbe ferma, è bene ricordarlo, la presunzione di redditività in relazione ai periodi di imposta accertabili nei termini ordinari di decadenza ai fini delle imposte sui redditi e Iva, fattispecie questa che, nella sostanza, rende necessario «spiegare» la provenienza degli apporti nei diversi anni sanabili nell’ambito della voluntary disclosure.

Il ravvedimento operoso. È noto che, successivamente alla approvazione della legge di stabilità, è stato decisamente ampliato l’ambito di applicazione del ravvedimento operoso, sanatoria spontanea «a regime» e istituto attivabile tutte le volte in cui non vi sia stata la notifica di un atto a contenuto accertativo, impositivo o di contestazione di sanzioni. Ciò posto, è evidente che in alcune situazioni una valutazione di comparabilità degli istituti è opportuna tenendo conto del fatto che, ad esempio, in sede di ravvedimento spontaneo non è ovviamente necessario produrre documentazione ma ci si limita alla integrazione della dichiarazione originaria anche mediante l’inclusione del quadro RW originariamente non presentato. In alcune ipotesi, però, la stessa violazione sanabile con entrambe le procedure deve tenere conto delle peculiarità delle disposizioni di legge. Si pensi, ad esempio, alla presunzione che opera nella disclosure in relazione alla suddivisione pro quota degli investimenti all’estero, elemento questo che nel ravvedimento (che deve seguire le regole di compilazione del quadro RW), non è sempre possibile. Soprattutto, va tenuto in considerazione come l’eventuale specifica integrazione del quadro RW in relazione ad investimenti non dichiarati e detenuti in stati black list, non sterilizza in linea di principio, le disposizioni sul raddoppio dei termini contenute nel comma 2-ter dell’articolo 12 del dl 78 del 2009, cioè proprio l’obiettivo che si intende raggiungere con l’emendamento.

I termini per la contestazione delle violazioni. Più in generale, il tema che si pone è quello del termine per la contestazione delle violazioni da quadro RW. La posizione dell’agenzia delle entrate ha sempre valorizzato il disposto dell’articolo 20 del dlgs n. 472 del 1997 in relazione alla possibilità di intervenire per cinque periodi di imposta mentre, secondo la Corte di Cassazione, la mancata compilazione del quadro RW è da considerarsi una violazione collegata, comunque, alla richiesta di un tributo e, dunque, nel caso di presentazione della dichiarazione i relativi termini sarebbero quadriennali. In tal senso si è pronunciata la sentenza n. 26848 del 2014 che ha di fatto ripreso i concetti contenuti nella decisione n. 17051 del 2010.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa