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Voluntary, atti al professionista

Atti della voluntary disclosure notificati alla posta elettronica certificata del professionista. Il governo con l’emendamento alla legge di stabilità presentato ieri in commissione bilancio della camera interviene con l’obiettivo di razionalizzare e velocizzare le modalità di notifica al contribuente degli atti che devono essere comunicati secondo le disposizioni della legge 186/2014.

Una scelta che guarda anche al portafoglio dell’amministrazione finanziaria.

Nella relazione tecnica al provvedimento si legge, infatti, che la conseguente riduzione dei costi che dovrebbero essere sostenuti per le notifiche tradizionali è stimabile in circa 5 milioni di euro. I tecnici della Ragioneria calcolano i fatti, che a fronte di una stima di circa 100 mila istanze (il dato non è aggiornato alle istanze chiuse al 30 novembre pari a più di 129 mila) moltiplicando per le quattro annualità interessate dalla procedura si dematerializzeranno circa 400 mila comunicazioni che saranno trasmesse via Pec.

L’Agenzia delle entrate, dunque, potrà notificare, all’indirizzo di posta certificata del professionista che assiste il contribuente nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, tutti gli atti che per legge dovranno essergli notificati.

Il contribuente dovrà manifestare sul punto una volontà espressa di ricevere gli atti della procedura all’indirizzo di posta elettronica certificata del professionista che lo assiste.

La notifica, si legge nell’emendamento si «intende comunque perfezionata nel momento in cui il gestore trasmette all’ufficio la ricevuta di accettazione con la relativa attestazione temporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio».

La norma specifica inoltre che i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore del professionista trasmette all’ufficio.

La disposizione prevede anche l’ipotesi in cui la casella di posta del professionista sia intasata: «Se la casella di posta elettronica del professionista risulta satura, ovvero nei casi in cui l’indirizzo di posta elettronica del professionista non risulta valido o attivo, si applicano le disposizioni in materia di notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente».

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