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Voluntary al 31 dicembre 2015

Al 31 dicembre 2015 il nuovo termine per aderire alla voluntary disclosure. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è questa la nuova data che sarà concessa ai contribuenti per riportare in Italia i capitali illegalmente detenuti all’estero. Il rinvio dei termini, però, sarà ufficializzato in un decreto legge che, con ogni probabilità, conterrà delle disposizioni anche per quanto riguarda le posizioni organizzative speciali delle agenzie fiscali, e che vedrà la luce nella prima metà di ottobre.

A conferma indiretta di questo le parole di Maria Cecilia Guerra, relatrice del provvedimento di riorganizzazione delle agenzie fiscali al senato (si veda altro articolo a pagina 26) che proprio sul punto ha ieri annunciato: «Sarà necessario trattare contestualmente il taglio delle posizioni dirigenziali delle agenzie e la proposta di provvedimento che dispone la formazione di figure organizzative non dirigenziali a tempo che possano garantire l’efficienza delle procedure. Esempio concreto lo porta l’Agenzia delle entrate che, ora alle prese col rientro volontario dei capitali, potrebbe avere bisogno di potenziare l’organico e di avere a disposizione personale specializzato.» Non è ancora chiarito se la riapertura, considerato che il decreto sarà adottato più avanti rispetto alla scadenza ufficiale della voluntary disclosure, il 30 settembre prossimo, sarà anticipata attraverso un comunicato legge a ridosso della scadenza. La riapertura dei termini al 31 dicembre 2015 porta con sé l’effetto principale che la procedura di collaborazione volontaria, che consente, finora, di sanare irregolarità fiscali, fino all’anno di imposta 2013, farà guadagnare un altro anno di imposta arrivando a coprire anche l’anno 2014. Al momento, però, nelle stanze del ministero dell’economia, dell’Agenzia delle entrate e di palazzo Chigi, stanno ancora valutando e decidendo se fare una riapertura a costo zero per i ritardatari, come sembrerebbe propendere palazzo Chigi, o al contrario, con una sorta di penalità, come spingerebbe la sinergia ministero dell’economia/Agenzia delle entrate. Quello che è certo è che lo scenario in cui stanno lavorando i professionisti è tutt’altro che stabile. Il 14 settembre, infatti, l’Agenzia delle entrate ha emanato un provvedimento con cui ha riconosciuto una proroga tecnica di un mese per chi comunque inoltri quanto meno la domanda al 30 settembre e proceda successivamente all’integrazione della documentazione. Nel fornire questa apertura, l’amministrazione ha però richiesto ulteriori documenti a quei contribuenti che hanno dei profili penali tributari particolari. Con l’effetto che, in molti studi, sarà necessario riaprire pratiche già chiuse, aggiungendo altro lavoro. L’apparente rigidità con cui il ministero dell’economia sta gestendo la partita può essere interpretata con la necessità di raccogliere al 30 settembre quante più prenotazioni di domande possibili. È sul gettito della voluntary disclosure infatti che si regge gran parte dell’impianto della legge di stabilità in via di ultimazione. Infine basti ricordare che la pratica rientro dei capitali all’estero ha avuto un percorso con un iter che dire accidentato e dir poco: i principali interventi normativi o di prassi amministrativa sono arrivati infatti dalla metà agosto in avanti, non aiutando la pianificazione del lavoro degli studi.

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