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Voluntary a prova di privacy

Una voluntary a prova di privacy, con le istanze inviate tutte alla direzione centrale dell’Agenzia delle entrate e non più alle direzioni provinciali sparse sul territorio. Il governo, come anticipato da ItaliaOggi di ieri, è al lavoro per presentare un emendamento che contenga piccoli ritocchi all’atto Senato 2070, la legge di conversione del decreto legge 153/2015 sulla proroga dei termini della procedura di collaborazione volontaria.

Ieri la commissione bilancio del Senato ha espresso parere favorevole sul testo precisando che la facoltà di rateizzare il pagamento delle somme dovute non dovrà incidere in termini di effetti negativi di cassa, in quanto l’acquisizione di gettito nel primo bimestre dell’anno 2016 sia idonea a evitare squilibri finanziari.

Per la commissione bilancio è imprescindibile che la misura sia correttamente considerata come una tantum ai fini del rispetto dei parametri europei e come tale utilizzata per la sola copertura degli effetti finanziari per l’anno 2015 della precedente clausola di salvaguardia di cui all’articolo 10, comma 9, del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192 (cioè la clausola di aumento delle accise).

Sul sistema di tassazione dei redditi transfrontalieri tra Italia e Svizzera, scrivono dalla commissione bilancio del Senato, attesa la specifica struttura delle prestazioni previdenziali elvetiche, la richiesta è che non comporti effetti significativi per la finanza pubblica nazionale.

La commissione ha cassato le proposte emendative la cui copertura era ritenuta inidonea o quelle misure in contrasto con le disposizioni in tema di antiriciclaggio. La commissione V ha richiesto poi un supplemento informativo per quanto riguarda gli emendamenti sull’esonero di obblighi dichiarativi per i frontalieri.

La commissione Finanze Senato ha quindi successivamente avviato l’esame degli emendamenti procedendo a respingere quelli dell’articolo 1 sulle coperture e parte di quelli sull’articolo 2, sulle modifiche alle condizioni per cui usufruire della proroga voluntary, come ad esempio pagando anche le sanzioni maggiorate. La commissione ha invece accantonato il pacchetto degli emendamenti presentati dalla senatrice Cinzia Bonfrisco (Conservatori e riformisti) che si concentrano su una maggiore privacy dei contribuenti. La serie di correzioni prevedono che sia un unico ufficio centrale a gestire le istanze. Inoltre la commissione si è presa tempo per esaminare anche una variante dell’emendamento secondo cui per le istanze presentate dopo il 10 novembre 2015 siano esaminate dagli uffici individuati dalle Entrate. Le misure emendative Bonfrisco, come detto in precedenza, sono oggetto di riflessione dell’esecutivo che potrebbe sintetizzarle insieme agli emendamenti aggiuntivi dell’articolo 2 bis di Maria Cecilia Guerra (Pd) sugli incarichi da affidare a funzionari dell’Agenzia per smaltire la mole di lavoro legato alla collaborazione volontaria. Perplessità per i rischi di un nuovo scudo, sulle misure presentate dalla senatrice Bonfrisco, sono state manifestate da Francesco Molinari (gruppo Misto): «siamo di fronte a una grave ammissione di mancanza di efficienza nei controlli. Si tratta di una delegittimazione da parte del ministero dell’economia e dell’Agenzia delle entrate di alcune sue stesse articolazioni sul territorio, in modo particolare al Sud, riguardo la loro capacità di essere impermeabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata».

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