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Voluntary 2 ma più cara

Una nuova voluntary disclosure più cara che andrà a sanare gli anni 2015 e 2016 che avrà come calendario quello della prima edizione della riemersione dei capitali illegalmente detenuti all’estero, chiusa al 30 novembre 2015.

Il governo e il ministero dell’economia accelerano sulla stesura del nuovo provvedimento e si preparano ad approvare il provvedimento in tempi stretti.
Al momento sembra esclusa l’ipotesi di una disposizione normativa che preveda in maniera strutturale la possibilità di sanare con il fisco le irregolarità per i patrimoni detenuti all’estero. Secondo le indiscrezioni trapelate ieri le disposizioni potrebbero arrivare entro luglio 2016.

Ma al momento il dossier è aperto e allo studio e nessuna decisione è stata presa.

Ricordiamo che se fosse mantenuto il calendario utilizzato per la prima voluntary fermandosi al 2015 si andrebbero a coprire le violazioni entro il 30 settembre 2016 con istanza da presentare entro il 30 novembre 2017.

Dalla nuova finestra per la riemersione, il governo conterebbe di ottenere come gettito una stima tra uno e due miliardi. Soldi che ieri il premier Matteo Renzi ha dichiarato che saranno impegnati totalmente per una riduzione delle tasse del ceto medio.

«La voluntary disclosure», ha spiegato ieri in risposta alle domande via tweet dei cittadini, «è stata un successo. Stiamo lavorando alla versione 2.0, perché se stai all’estero e hai portato soldi all’estero io te li faccio anche riportare ma paghi. E con questi soldi potremo dare una mano al ceto medio».

La procedura di collaborazione volontaria consentiva di sanare versando tutto il dovuto di tasse e interessi per le violazioni compiute in anni ancora accertabili con uno sconto sulle sanzioni, sconto che dovrebbe essere ridotto, e la copertura per reati fiscali e per l’autoriciclaggio.

L’avvicinarsi di una nuova voluntary disclosure sarebbe accolta molto favorevolmente dai professionisti. Ieri, il presidente della commissione finanze, Maurizio Bernardo, ha ricordato che: «Sulla possibilità annunciata dal governo di riapertura di una voluntary-2, sarebbe utile un pronto approfondimento anche alla luce dei prossimi accordi sullo scambio automatico di informazioni finanziarie tra stati che vede, per un numero importante di contraenti, la sua prima scadenza nel 2017 con decorrenza già da quest’anno e per gli altri paesi la seconda nel 2018 con decorrenza 2017».

Inoltre da ieri è in vigore per l’Italia l’accordo sullo scambio di informazioni con la Svizzera stipulato proprio ai fini della voluntary disclosure.

Cristina Bartelli

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