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Volkswagen, primi rimborsi. Mille dollari per auto negli Usa

Così come lo scandalo, anche i rimborsi della Volkswagen partono dagli Stati Uniti. La filiale americana della casa automobilistica tedesca ha infatti annunciato di voler concedere ai proprietari di un’auto diesel del gruppo una carta prepagata da 500 dollari (pari a circa 467 euro) a cui sarà aggiunto un buono di acquisto di pari valore da spendersi nei concessionari del brand negli Usa, oltre a un’assistenza gratuita in caso di incidente per tre anni. Dopo questa mossa tesa a riconquistare la fiducia negli Usa, anche i clienti degli altri Paesi attendono un rimborso simile. Per l’associazione tedesca a tutela dei consumatori Vzbz «buoni acquisto anche in Germania sarebbero il minimo». E anche l’Italia si mette in lista d’attesa: «E agli italiani nulla? Non sono cittadini di serie B rispetto agli americani», ha sottolineato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori.
Al di là dei buoni acquisto, in Italia sono attese anche altre risposte: «La situazione del gruppo Volkswagen ci preoccupa — ha sottolineato ieri Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim — le timide smentite (ieri quella del ceo di Audi Rupert Stadler, ndr ) non tranquillizzano gli oltre 3.100 dipendenti di Italdesign, Ducati e Lamborghini, visto che in queste ore si susseguono continue voci su possibili decisioni di vendita di aziende del gruppo in Italia. È indispensabile un confronto puntuale sulla situazione». E sul fronte tagli ieri si è tenuto a Wolfsburg il consiglio di sorveglianza sui piani di risparmio. Volkswagen ha annunciato che nei prossimi giorni i dirigenti si siederanno a un tavolo con i sindacati per il piano di taglio dei costi: l’obiettivo è ridurre le spese di un miliardo all’anno fino al 2019. Nel frattempo — mentre l’agenzia Fitch ha abbassato il rating a BBB+ dal precedente A, con outlook negativo — il ministero dei Trasporti tedesco ha chiesto alla Volkswagen di effettuare su 540 mila veicoli (sui 2,4 milioni colpiti dallo scandalo in Germania) «importanti modifiche tecniche» oltre la sostituzione del software capace di truccare i dati delle emissioni.

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