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“Volkswagen non taglierà in Italia”

 TORINO
Il numero uno di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, conferma «tutti gli investimenti già annunciati» nella Penisola. Lo fa di fronte alla Commissione industria del Senato presieduta da Massimo Mucchetti che lo convoca per conoscere le mosse italiane del gruppo tedesco. Mentre da Wolfsburg giunge conferma che la casa dovrà «ridurre di un miliardo gli investimenti» rispetto al programma annunciato a livello mondiale, Nordio rassicura che sono intatti i piani italiani dove è in programma, tra le altre, la realizzazione delle linee per la produzione dei suv Lamborghini. In Parlamento Nordio ricorda che «il valore annuale degli acquisti del gruppo in Italia, attraverso le sue 1.500 aziende tocca i 2,5 miliardi di euro», e che dunque l’indotto Volkswagen pesa sull’economia della Penisola. Il manager aggiunge che le auto euro 5 bloccate sui piazzali dei concessionari perché hanno il software che trucca i dati sulle emissioni sono solo 1.300 in tutta Italia. Una cifra molto distante dalle 40 mila in un primo tempo ipotizzate. Nordio si è scusato «con i nostri clienti» per gli effetti dello scandalo che, ha sostenuto, non avrà alcuna conseguenza «sulla sicurezza dei veicoli».
Il punto però è un altro: quali conseguenze sulle prestazioni e sulle emissioni avranno gli interventi che la casa di Woilfsburg sarà costretta a fare sulle auto dello scandalo? L’effetto del software, ha detto, «deve ancora essere chiarito» perché si tratta di verificare «se e quanto le emissioni siano superiori al limite previsto per l’omologazione ». «Se dalle verifiche viene fuori che le emissioni sono comunque inferiori al limite previsto, è difficile parlare di truffa per il mercato europeo», conclude Nordio. Ma è anche vero il contrario: come si comporterà Volkswagen se si scoprirà che le emissioni superano il limite di legge? Lo sapremo forse oggi quando il nuovo numero uno di Volkswagen, Matthias Muller, dovrà riferire ai vertici del gruppo come intende muoversi per far fronte agli effetti dello scandalo. Nella riunione sarà anche inevitabile parlare dell’ultimo colpo di scena nelle tormentate giornate di Wolfsburg: l’uscita di Winfrid Vahland, numero uno della Skoda in attesa di sedere, dal primo novembre prossimo, sulla scottante poltrona del numero uno negli Usa. Vahland ha lasciato il gruppo prima di arrivare in Usa «per divergenze- è scritto in una nota ufficiale – sulla riorganizzazione» dell’insediamento nordamericano, primo epicentro dello scandalo. Per un manager di rilievo che se ne va, ce ne sarebbero una trentina che tremano nel timore di essere accusati di aver provocato lo scandalo. Il numero di trenta viene fatto dal settimanale «Der Spiegel», subito smentito da una nota ufficiale di Wolfsburg: «Un numero privo di ogni fondamento».
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