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Volkswagen, le accuse agli ingegneri

MILANO A poco meno di 20 giorni dallo scoppio del dieselgate — la manipolazione dei controlli dei gas di scarico della Volkswagen negli Usa — il gruppo di Wolfsburg avrebbe individuato almeno due dei possibili responsabili. Si tratta — secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dall’agenzia Dow Jones — di due tra i più brillanti ingegneri tedeschi nel campo automobilistico: Ulrich Hackenberg, capo del team degli ingegneri di Audi, e Wolfgang Hatz, ideatore dei motori da corsa (vincenti a Le Mans) della Porsche, che avrebbero nascosto il vero valore delle emissioni per conquistare il mercato statunitense con il cosiddetto diesel pulito.
Hackenberg e Hatz erano diventati responsabili della ricerca & sviluppo del gruppo Volkswagen poco dopo la nomina di Martin Winterkorn (l’amministratore delegato dimessosi dopo lo scoppio dello scandalo) a presidente del consiglio di gestione, nel gennaio 2007. Hackenberg ha svolto l’intera carriera nel gruppo, sviluppando soprattutto i modelli Audi: considerato come l’ideatore della A4 e della A6, è il «padre» della piattaforma modulare Mqb, il pianale per 40 modelli del gruppo. Sulla sua innovazione si basava la strategia di Volkswagen di diventare primo costruttore al mondo. Hatz, invece, è un appassionato di corse automobilistiche, campo in cui può vantare le vittorie a Le Mans con Audi prima e Porsche poi. Oltre ai due ingegneri di punta, nel mirino delle indagini interne di Wolfsburg sarebbe finito anche Heinz-Jacob Neusser, responsabile del brand Volkswagen prima di passare a Porsche nel 2011.
Fin qui la risposta interna dell’azienda. Sul fronte esterno l’Europa si sta attrezzando per una iniziativa comune. Il ministro italiano all’Ambiente Gian Luca Galletti ha chiesto e ottenuto — dopo un colloquio con il collega lussemburghese e presidente di turno Carole Dieschbourg — che la prossima riunione del Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei del 26 ottobre discuta del caso Volkswagen e del sistema europeo dei controlli sulle vetture. «Fatte salve le prerogative e le iniziative dei singoli Stati — ha spiegato Galletti — occorre una risposta europea». In Italia, invece, — dove il ministro del Lavoro Poletti non prevede ripercussioni occupazionali sul settore automotive — è stata rinviata a data da destinarsi l’audizione informale in Senato dell’amministratore delegato di Volkswagen Italia Massimo Nordio prevista per oggi. Sul caso sarà invece ascoltato il direttore generale dell’Anfia, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica.

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