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Volkswagen, indagato l’ex ceo Winterkorn

Lo scandalo dei motori diesel truccati della Volkswagen è una valanga sempre più grande, che ieri ha travolto anche l’intero settore auto europeo in Borsa. L’azienda ha sospeso – secondo la stampa tedesca – i vertici del settore tecnico delle marche Volkswagen, mentre l’autorità sui Trasporti le ha datto tempo fino al 7 ottobre per predisporre un programma dettagliato su quando tutti i suoi veicoli diesel rispetteranno gli standard sulle emissioni. Secondo l’agenzia Dow Jones, che cita una fonte vicina al dossier, domani il comitato esecutivo del consiglio di sorveglianza di Vw (presidium) si riunirà per esaminare una prima versione del rapporto su come l’azienda sia potuta arrivare a frodare gli Usa manipolando i test sulle emissioni.
La procura della Bassa Sassonia ha intanto avviato un’indagine penale sull’ormai ex numero uno Martin Winterkorn; l’accusa è di «frode nella vendita di auto con dati sulle emissione manipolati». La denuncia è stata presentata da una decina di persone fisiche; si aggiunge a quella che la stessa Vw ha presentato contro ignoti e a quella aperta negli Usa dal dipartimento della Giustizia. Secondo «Handelsblatt», anzi, il gruppo potrebbe rivalersi contro l’ex numero uno nel caso in cui fossero accertate sue responsabilità.
L’apertura dell’inchiesta tedesca su Winterkorn rende ancora più delicato il tema della liquidazione da 32 milioni di euro che il manager dovrebbe in teoria ricevere dal gruppo per la sua uscita anticipata. Secondo l’agenzia Bloomberg – che cita fonti vicine al dossier – il presidente ad interim del consiglio di sorveglianza (e sindacalista di IG Metall) Berthold Huber e altri esponenti sindacali sono contrari ad accettarla. Winterkorn, fra l’altro, è ancora (almeno per il momento) al vertice della Porsche SE, la holding attraverso la quale le famiglie Porsche e Piëch controllano il gruppo.
In una lettera ai dipendenti del gruppo Matthias Müller, che ha sostituito Winterkorn al vertice, ha espresso «grande rispetto» per i risultati ottenuti dal suo precedessore e ha detto che nell’opera di controllo in corso «la diligenza è più importante della rapidità». Per ora non ci sono conferme del repulisti ai massimi livelli del settore tecnico del gruppo, ma le voci proseguono insistenti: secondo la Faz Volkmart Tannenberger diventerà nuovo responsabile ricerca e sviluppo della marca Vw, al posto di Heinz-Jakob Neusser che sarebbe stato sospeso dall’incarico.
Sul mercato azionario cresce l’impazienza, e la situazione di incertezza anche sulle conseguenze finanziarie dello scandalo ha di nuovo spinto al ribasso ieri il titolo Vw e l’intero settore. Volkswagen ha ceduto il 7,5% chiudendo sotto quota 100 euro (99,3 per le privilegiate), ma tutto il comparto ha vissuto una giornata da incubo: male le rivali tedesche di Volkswagen (Bmw -2,9%, Daimler -3,3%) e male anche le francesi (Peugeot -5,2%, Renault -4,6%). Le azioni Fiat Chrysler sono state sospese per eccesso di ribasso ed hanno poi chiuso a 11,14 euro, con un calo del 4,95%, ai minimi da gennaio. «Il mercato teme l’incertezza – dice Gabriele Gambarova, analista di Banca Akros -. Dopo la vicenda Volkswagen i punti aperti sono ancora numerosi: dall’eventuale scoperta di altri casi di irregolarità all’atteggiamento futuro dei governi. In questa situazione ha buon gioco chi vuole realizzare i guadagni, visto che il settore era andato molto bene fino a qualche mese fa».
A numerosi investitori internazionali non è piaciuta la scelta di Matthias Müller come erede di Winterkorn alla guida del gruppo, scelta vista come troppo di continuità rispetto alla precedente gestione: Hans-Christoph Hirt della Hermes EOS ha «seri dubbi» che la necessità di ripartire da zero sia davvero stata capita.
L’autorità tedesca sui Trasporti ha dato intanto al gruppo Vw tempo fino al 7 ottobre per pubblicare le date esatte in cui i vari modelli rispetteranno le norme antinquinamento, minacciando in caso contrario di bloccarne la vendita. Il numero uno della marca Vw, Herbert Diess, ha detto che l’azienda sta lavorando a un miglioramento tecnico per le auto interessate. Il dettaglio di quali modelli di quali anni siano interessati non è ancora stato pubblicato; per ora sono emersi solo i numeri delle varie marche comprese negli 11 milioni i cui motori diesel ospitavano il software con il trucco: 2,1 milioni di Audi e 1,8 milioni di veicoli commerciali, che si aggiungono agli oltre 5 milioni della marca Volkswagen. Volkswagen ha sottolineato che i modelli con motore Euro 6, quelli in vendita attualmente, non sono coinvolti. Non è chiaro se si tratterà solo di una modifica al software o se dovranno essere installati dispositivi addizionali, ed è difficile per questo valutare i costi dell’operazione.

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