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Volkswagen, al via l’indagine Ue

BRUXELLES
È nata ieri la nuova commissione d’inchiesta voluta dal Parlamento europeo per capire le ragioni e le conseguenze dello scandalo Volkswagen, la casa automobilistica che ha modificato il funzionamento dei suoi motori per ottenere risultati migliori nei test di inquinamento. La nomina dei 45 membri dell’organismo è giunta mentre il presidente della società tedesca incontrava i vertici della Commissione europea qui a Bruxelles. Sul tavolo, risarcimenti ai clienti truffati.
La commissione parlamentare indagherà sulle cause della violazione delle regole comunitarie per quanto riguarda i test relativi alle emissioni inquinanti, sulle ragioni del fallimento dell’azione di vigilanza nazionale ed europea in relazione alle omologazioni dei veicoli e tenterà di individuare gli strumenti per correggere l’attuale situazione. Entro sei mesi la nuova commissione parlamentare, che non ha poteri se non di chiedere informazioni alle parti coinvolte, dovrà presentare un primo rapporto.
E’ la seconda volta in pochi mesi che il Parlamento europeo decide di creare una commissione d’inchiesta, anche per esercitare maggiore pressione sui lavori della Commissione europea. Di recente, l’assemblea parlamentare aveva deciso di creare una commissione dedicata all’abitudine di molti paesi membri di concedere alle società multinazionali, i cosiddetti tax rulings su cui l’esecutivo comunitario ha aperto alcune indagini, decidendo tra le altre cose di condannare Olanda e Lussemburgo.
Sempre ieri, il presidente di Volkswagen Matthias Müller ha incontrato ieri la commissaria al Mercato interno e all’Industria El?bieta Bie?kowska. I due si erano già visti il 25 novembre scorso a Strasburgo. Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, il membro della Commissione ne ha approfittato per ribadire l’importanza di capire le radici dello scandalo e l’eventuale impatto che la manomissione dei motori ha avuto sulla salute e sull’ambiente.
Dal canto suo, Müller ha promesso di inviare al più presto le informazioni tecniche necessarie alla Commissione per valutare le correzioni che la casa automobilistica sta effettuando sulle auto in circolazione in tutta Europa. Motori sono stati truccati su circa 11 milioni di veicoli diesel, in modo da consentire loro di superare i test di omologazione relativi alle emissioni di ossido di azoto (NoX). Informazioni la signora Bie?kowska le ha chiesto anche sulle deviazioni emerse anche nelle emissioni di Co2.
Infine, la commissaria ha domandato a Müller di riflettere a forme di risarcimento per i clienti che hanno acquistato auto più inquinanti di quanto dichiarato dalla casa automobilistica. La signora Bie?kowska vuole che i consumatori in Europa vengano trattati come i consumatori negli Stati Uniti, un paese nel quale procedimenti giudiziarii sono già iniziati. Proprio ieri, l’associazione italiana Altroconsumo ha affermato che il risarcimento non dovrebbe essere inferiore al 15% del prezzo di acquisto dell’auto.

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