Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Volata finale sulle intese: si comincia dalla Svizzera

Da semplice questione burocratica, avvertita quasi come un peso per le aziende, la privacy è diventata un tema centrale nella compliance delle aziende, soprattutto quelle orientate al consumatore.

Di conseguenza, gli avvocati d’affari se ne sono innamorati. Hanno studiato il tema, approfondito le problematiche e in alcuni casi hanno gli hanno dedicato un dipartimento.

Tutti però, sono ormai convinti dell’importanza sempre più pervasiva della tutela dei dati personali e di come possa essere declinata in tanti aspetti diversi.

Nctm Studio Legale Associato ha da poco inaugurato il nuovo dipartimento «Privacy & IT Compliance». Il team è coordinato dal socio Rocco Panetta, che è anche segretario generale di Icf – Italian Compliance Forum, e offre assistenza nel settore della protezione e libera circolazione dei dati personali, interessando trasversalmente tutte le aree dello studio, nonché nella web compliance e reputation e con riferimento ai profili del commercio elettronico.

Lo studio Panetta & Associati (che si è fuso lo scorso anno con Nctm) era interamente votato ai nuovi mercati tecnologici, questo «ci ha permesso di perfezionare una riflessione da tempo avviata in Nctm, circa la strategicità e la trasversalità dell’assistenza in materia di uso e protezione dei dati da offrire ad ogni tipologia di azienda, liberando la materia dai pregiudizi che ne facevano una practice «tappabuchi» da ciclostilo» ha spiegato Panetta, aggiungendo che la struttura organizzativa interna allo studio annovera tre equity partner, un salary partner, due senior counsel e 12 collaboratori.

«Il tema della circolazione dei dati è cosa troppo delicata e complessa per non essere maneggiata da esperte mani di legali». Sottolinea Panetta, che avverte: «la privacy non è materia per tutti gli avvocati. Sono richiesti anni di conoscenza del sistema ed è fondamentale avere esperienza di business privacy, delle tecniche di marketing e delle misure di sicurezza informatiche più aggiornate. È dunque materia per avvocati hi-tech, se nativi digitali e bilingue è meglio».

La pensa allo stesso modo anche Marco Leone dello studio legale Cms Adonnino Ascoli & Cavasola Scamoni sottolineando che sempre più spesso i clienti chiedono assistenza nella negoziazione di contratti con i propri fornitori di servizi tecnologici, i cui server sono spesso sparsi per il mondo. «In questi casi le criticità in materia di privacy possono essere molto complesse, dal trasferimento dei dati al fuori dell’Unione Europea al possibile conflitto tra le diverse normative applicabili», commenta Leone aggiungendo che rivolgersi ad un avvocato esperto in materia di privacy «consente anzitutto di proteggersi dal rischio di violare la normativa. Non bisogna, infatti, dimenticare che l’autorità Garante ha il potere di comminare sanzioni amministrative molto elevate e che il trattamento illecito di dati personali può essere anche penalmente rilevante. C’è, inoltre, una decisa tendenza all’inasprimento delle sanzioni: nella bozza del nuovo regolamento europeo sulla privacy, che dovrebbe essere approvata entro la fine del 2015, si prevedono sanzioni fino al 2% del fatturato annuale mondiale del trasgressore».

Anche secondo Massimo Maggiore, socio fondatore dello studio Maschietto Maggiore Besseghini per uno studio legale un dipartimento specializzato in tutela della privacy è imprescindibile. «La privacy è una normativa a carattere trasversale, che affonda le sue radici in diritti fondamentali riconosciuti nella convenzione europea dei diritti dell’uomo» per questi motivi, Maggiore è convinto che si tratti di una questione «da tenere sempre presente, soprattutto quando si tratti della interazione tra imprese e consumatori in tutte le sue forme. Soprattutto oggi che i temi della tutela della riservatezza e dei dati personali sono diventati centrali a seguito del pervasivo sviluppo delle tecnologie digitali e della globalizzazione: la navigazione in Internet, il fatto di essere ‘sempre connessi’, i social network, l’uso della tecnologia per qualsiasi operazione della vita quotidiana rendono ciascuno di noi esseri ‘trasparenti’, di cui si può sapere quasi tutto e prevedere addirittura il comportamento futuro. Pertanto è evidente come per uno studio che guardi alle imprese e abbia, come il nostro, tra le sue practice anche l’information technology, la practice privacy è fondamentale», conclude Maggiore.

Le aziende sono sempre più interessate alla profilazione dei clienti e la dematerializzazione di certi documenti se da un lato rende l’archiviazione più efficiente, dall’altro crea delle problematiche legate alla conservazione dei file, ecco perché anche le soluzioni cloud devono essere opportunamente valutate dal punto di vista legale.

Come segnala Giangiacomo Olivi, partner responsabile del dipartimento IP&T di Dla Piper in Italia «anche le strutture sanitarie stanno sempre più abbracciando soluzioni cloud e i temi riguardo la liceità e la sicurezza del trattamento dei dati sensibili sono spesso oggetto di consulenza da parte nostra» La tutela della privacy costituirà una delle sfide più importanti per lo sviluppo della cosiddetta Internet delle Cose, che secondo Olivi è indubbiamente un’opportunità straordinaria per moltissime aziende. «Le sfide future riguarderanno l’individuazione del giusto bilanciamento tra l’ipertrofia di dati personali di certi dispositivi e certe tecnologie con i diritti dei singoli interessati. In questo senso sarà interessante vedere l’impatto che avrà il nuovo regolamento europeo sulla tutela dei dati personali che dovrebbe essere approvato entro quest’anno», conclude l’avvocato.

Fra gli esempi dei casi più trattati dagli avvocati che si occupano di privacy ci sono quelli citati da Caterina Flick, of counsel di Nunziante Magrone: «l’istallazione di sistemi di geo localizzazione su dispositivi aziendali, l’utilizzo di informazioni (ad esempio le email) di dipendenti per scoprire e intervenire su episodi di concorrenza sleale, il marketing diretto e l’implementazione di siti web a uso commerciale».

Il peso di questo tema nelle attività quotidiane di uno studio legale è molto aumentato nel tempo, secondo Luigi Manna di Martini Manna Law Firm, e la privacy e tutto quello che le gira intorno «oggi pesa forse per il 15%, ma è una percentuale che vediamo crescere anno dopo anno. Le prospettive future sono di una proporzione sempre maggiore rispetto al totale delle attività, specie per chi come noi ha diversi clienti attivi nei settori più tecnologici: le questioni di trattamento di dati personali tendono ad aumentare proprio in quei settori».

Eppure, sembra che l’argomento non sia ancora entrato del tutto nella sensibilità comune di cittadini e professionisti, a dirlo Luca Bolognini socio fondatore dello studio Ict Legal Consulting e presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati, che però aggiunge «la consapevolezza sta incrementando esponenzialmente. Si pensa ancora troppo alla privacy come ‘riservatezza del dato’ e ancora troppo poco alla privacy come ‘diritto dei dati e del digitale’. Ma il digitale è tutto, siamo immersi e tradotti in informazioni, ci stiamo connaturando ai bit. Non dimentichiamo che l’obiettivo di tutta questa disciplina è tutelare dignità e libertà degli esseri umani, bilanciando questa esigenza con un sano sviluppo dell’economia e della libera circolazione dei servizi e delle persone in Europa e nel mondo. La privacy è il diritto dell’umanesimo digitale, per questo vincerà chi la prenderà sul serio senza temerla. E siccome, nel prossimo futuro, tutto sarà mosso e motivato dai dati, pronostico un Privacy Officer in ogni azienda e ogni ente: di necessità, virtù».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa