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Volano i profitti di Bper

Balzo in borsa per Bper, che ha chiuso in progresso del 9,97% a 4,276 euro. Il titolo ha festeggiato i risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti, il piano di riduzione del rischio sui crediti non performanti e la certezza di non avere bisogno di un aumento di capitale.

Nei primi nove mesi l’istituto ha conseguito un utile netto di 148,96 milioni di euro, in aumento del 47,25% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il risultato della gestione operativa è diminuito del 5,96% a 577,55 milioni e la redditività operativa è calata dell’1,85% a 1,525 miliardi. In ribasso anche il margine d’interesse (-2,94% a 850,34 milioni), con le commissioni nette cresciute del 2,08% a 544,03 mln. Il margine d’intermediazione è sceso a sua volta del 2,08% a 1,477 miliardi.

Gli impieghi netti alla clientela sono ammontati a 46,9 miliardi di euro, di cui 1,3 relativi a Nuova Carife. La raccolta complessiva, inclusa la bancassurance, si è attestata a 89,5 miliardi (+5,3% da fine 2016), con la componente diretta a 49,3 miliardi e quella indiretta e bancassurativa a 40,2 mld. Per quanto riguarda gli indicatori patrimoniali, il Cet 1 fully è migliorato di oltre 60 punti base al 13,81%, mentre il Total Capital phased in si è attestato al 16,89%. «Penso che siamo nella giusta direzione per avere una buona redditività in futuro», ha commentato l’a.d. Alessandro Vandelli. «Il miglioramento della qualità dell’attivo ha visto un’ulteriore accelerazione, grazie alla forte riduzione dei flussi di Npe (esposizioni non performanti, ndr)». Vandelli si è detto convinto che la Popolare dell’Emilia Romagna non abbia bisogno di una ricapitalizzazione.

Positivi i commenti degli analisti. Kepler Cheuvreux ha promosso il titolo a buy, con prezzo obiettivo a 4,65 euro, dopo i conti e il piano sugli Npe. I numeri del trimestre «hanno sorpreso positivamente». E c’è fiducia nell’accelerazione della pulizia di bilancio senza necessità di capitale extra.

Anche Banca Akros ha alzato il rating a accumulate, con target price a 4,5 euro: gli esperti definiscono rassicurante il messaggio della banca, «che sembra in grado di tagliare l’attuale ratio Npe senza ricorrere ad aumenti di capitale».

Per Citigroup il titolo Bper resta da comprare, con il piano di riduzione degli Npl che rappresenta un passo positivo, in quanto non si focalizza solo sull’abbassamento del ratio, ma anche sul calo dei Non performing loan lordi.

Infine, Société générale ha portato il target da 6 a 6,2 euro confermando la raccomandazione buy. Gli attuali ratio di capitale e i buffer addizionali, spiegano gli analisti, «mostrano che la banca ha ampio spazio per mettere in atto un sostanziale piano di derisking senza un aumento di capitale». Quanto ai conti trimestrali, sono stati superiori alle attese.

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