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Volano gli utili di Fineco

Fineco ha realizzato nei nove mesi un utile netto di 246,3 milioni di euro, in aumento del 22,7% su base annua, nonostante il maggiore contributo legato agli oneri sistemici. I ricavi sono saliti del 21,5% a 594,2 milioni, trainati principalmente dal brokerage (+83,8%). E questo grazie all’effetto combinato della rivisitazione dell’offerta, dell’allargamento della base clienti, dell’ampliamento della quota di mercato di Fineco e della volatilità. Positiva anche l’area Investing (+5,7%).

Il cost-income si è posizionato al 33,1%, in calo di 4,8 punti percentuali. Il margine di interesse è ammontato a 68,6 milioni, in lieve flessione a causa della discesa dei tassi base. Le commissioni nette sono diminuite del 6,6% a 97,9 milioni. Il Cet 1 si è posizionato al 23,28% rispetto al 24,19% dello scorso dicembre pro-forma.

«I risultati evidenziano l’ottima risposta di Fineco al contesto di grande incertezza e complessità che stiamo vivendo», ha osservato l’a.d. Alessandro Foti. «Siamo molto soddisfatti di questi dati perché confermano la solidità della banca e ancora una volta la forza del modello di business molto diversificato e sostenibile. La raccolta di ottobre mantiene il trend di crescita molto robusta avviato dall’inizio dell’anno, con un apprezzamento particolare per i nuovi prodotti di investimento proposti da Fam nella seconda metà del mese e pienamente rispondenti alle esigenze della clientela in questa fase complessa. Confermiamo inoltre la crescita strutturale del brokerage, anche rispetto allo scorso anno, grazie alla rivisitazione dell’offerta e all’ampliamento della base di clienti attivi sulla piattaforma».

Il capoazienda, in un’intervista all’agenzia MF-Dowjones, ha spiegato che Fineco è pronta a ricominciare la distribuzione dei dividendi non appena la Bce si esprimerà in questa direzione: «Credo che sia auspicabile da parte della Bce l’adozione di un approccio che tenga conto della situazione specifica di ciascuna banca. Sarebbe una scelta quanto mai corretta. Fineco sarebbe tra quelle realtà in grado di pagare i dividendi e, appena sarà possibile, restituiremo al mercato tutto l’eccesso di capitale che stiamo accumulando».

Per quanto riguarda le sfide poste dall’emergenza sanitaria all’industria del risparmio gestito, «la situazione obbliga a un profondo cambiamento della società italiana e richiede più consapevolezza da parte dei risparmiatori, che sono costretti a gestire i risparmi in maniera più efficiente e moderna. Questa è la base fondamentale su cui lavorare in questo contesto. Il nostro», ha proseguito Foti, «è un modello di servizio molto più basato sulla tecnologia rispetto ad altri e tutto sta concorrendo nella nostra direzione. Per noi gestire tale situazione è più facile, in quanto stanno emergendo trend su cui stiamo lavorando da tempo e su cui siamo già preparati».

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