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Vola Piazza Affari, giù i tassi all’asta BoT

Pieno in asta ieri per il BoT a 6 mesi in attesa del test di questa mattina che vedrà il Tesoro piazzare fino a 6 miliardi di BTp con scadenza 5 e 10 anni. Gli operatori ritengono che sia un non event in quanto il trend dei tassi in discesa è già stato scontato dal mercato. Lo si era già visto nell’asta dei CTz a due anni di lunedì, confermato dal collocamento per 8 miliardi di titoli a breve termine di ieri. Un contesto che ha dato slancio anche a Piazza Affari che ha chiuso le contrattazioni con un rialzo del 2,27% a 19.256 punti risultando la migliore in Europa.
Asta, boom di richieste
Le premesse per il risultato di ieri stavano già nei numeri della vigilia, ma in apertura il titolo a sei mesi aveva performato bene in linea con le altre scadenze, al punto che il BTp a fine giornata è risultato essere il best performer in Europa. Per il BoT le richieste hanno toccato 14,5 miliardi di euro, livelli visti soltanto ad agosto 2012, con il rapporto tra domanda e offerta all’1,82 il più alto dal 2013: rispetto alla precedente asta in cui il titolo era stato collocato con un rendimento dello 0,78%, ieri il BoT è stato piazzato allo 0,629%, avvicinandosi ai livelli della scorsa primavera quando questi titoli toccarono il loro minimo storico dello 0,503 per cento. Ad acquistare questo titolo a breve termine, utile per parcheggiare la liquidità delle tesorerie, sono stati investitori esteri, soprattutto spagnoli: «Da un pò di tempo vediamo fondi monetari iberici che a ridosso delle aste italiane vendono titoli spagnoli per acquistare quelli italiani che rendono di più», dice un operatore. Una tendenza confermata anche dal differenziale tra Italia e Spagna in recupero di 3 centesimi a favore di Roma. Tonico lo spread tra il BTp e il Bund tedesco che ieri ha terminato a 240 centesimi (230 quello spagnolo).
BTp, tassi attesi in calo
Il clima che si respira in questi giorni è di tutt’altro tenore rispetto a quello di un mese fa in piena crisi politica a causa delle dimissioni poi ritirate dei ministri del Pdl. Il governo Letta era dovuto passare sotto le forche caudine del voto di fiducia, una prova che ha provocato la spaccatura del Pdl, uno dei partiti che sostengono l’esecutivo. Poi la legge di stabilità per il rilancio dell’economia, fino agli incontri internazionali del premier la cui buona accoglienza ha ridato fiducia ai mercati. L’asta di domani per 6 miliardi di euro è attesa con rendimenti in calo fino a 40 centesimi per entrambe le scadenze rispetto all’asta di un mese in piena bufera, rispettivamente al 2,9% per la scadenza a 5 anni e al 4,15% per quella a 10 anni. Nessun problema si dovrebbe riscontrare per quanto riguarda la domanda: con 17 miliardi di BTp in scadenza e coupon in pagamento per 5 miliardi il primo novembre (quando è previsto il regolamento dell’asta), la domanda dovrebbe mantenersi decisamente tonica e su livelli non inferiori a quelli registrati nella media degli ultimi mesi.
Piazza Affari la migliore
Chiusura in deciso rialzo per Piazza Affari, la migliore tra le Borse europee, seduta che consente di recuperare le perdite registrate lunedì. Mentre Dow Jones e Nasdaq si sono confermati positivi, le piazze finanziarie europee archiviano una seduta in progresso, con Madrid che ha guadagnato l’1,31%, Bruxelles +0,86%, Londra + 0,73%, Lisbona +0,63%, Parigi +0,62%, Amsterdam +0,6%, Francoforte +0,48% superando la soglia del 9mila punti. Negativa Zurigo che chiude in calo dello 0,65 per cento. Tra le blue chips, ben intonata Telecom Italia che termina la seduta in progresso del 6,12% a 0,71 euro. Ancora in rialzo Saipem dopo i conti: il titolo guadagna il 4,73% a 17,04 euro. Ben intonato l’intero comparto bancario con UniCredit che cresce del 5,01%, dopo il report di Goldman Sachs, che ha alzato il target price a 7,50 euro. Tra gli altri titoli bancari Bpm +4,98%, Banco Popolare +4,62%, Ubi +4,11%; Intesa Sanpaolo +3,53%, Bper +2,74%, Mps +2,03 per cento.

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