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Vola l’utile Mediobanca

Utile netto in crescita del 39% su base annua a 614 milioni di euro per Mediobanca nei primi nove mesi dell’esercizio 2016-2017. I ricavi sono aumentati del 9% a 1,657 miliardi. Il Rote (rendimento sul patrimonio netto tangibile) è migliorato al 10% dal 7% precedente. Le commissioni nette sono salite del 9% a 402 milioni, mentre le rettifiche sui crediti sono diminuite del 22% a 248 mln. Su base annua i total financial asset sono cresciuti del 25% a 52 miliardi. Gli impieghi alla clientela sono aumentati a 37,2 miliardi (34,9 mld) e la raccolta a 49,3 mld dai 46,1 precedenti. Le voci relative ai ricavi, all’utile e alle rettifiche hanno battuto il consenso degli analisti.

Nel terzo trimestre l’utile netto è balzato del 58% a 195,7 milioni e il margine di intermediazione è passato a 584,4 milioni dai 502,7 di marzo 2016. Sul fronte degli indicatori patrimoniali, il Cet1 phase-in si è collocato al 13,12% dal 12,27% di dicembre, mentre il Total Capital è migliorato al 16,75% (15,74%). La divisione Corporate investment banking ha visto crescere l’utile dei nove mesi a 218 milioni (+16%), mentre per il Wholesale banking il risultato netto è stato positivo per 200 mln (+13%). La divisione credito al consumo (Compass) ha visto raddoppiare i profitti a 198 milioni, «miglior risultato di sempre», ha sottolineato l’istituto. Anche l’ultima riga del conto economico della divisione Wealth management è raddoppiata a 54 milioni di euro. Infine, dai Principal investing è arrivato un contributo all’utile in crescita del 19% a 320 milioni: su questo fronte va registrato l’apporto della partecipata Generali, cresciuto a 194,1 milioni dai 178,6 precedenti.

L’a.d. Alberto Nagel ha parlato di trimestre «da incorniciare». Particolarmente apprezzato è stato il Core Tier 1 al 13,1%: «È stato un incremento molto forte, in parte inaspettato, che deriva in buona parte dalla nostra capacità di generare più utili rispetto a quello che pensavamo». Nagel prevede di chiudere l’esercizio «meglio delle nostre aspettative che erano incorporate nel primo anno di piano». Piazzetta Cuccia potrebbe anche aumentare il payout, al momento atteso al 40%.

Intanto il cda ha approvato la fusione per incorporazione in Mediobanca di Banca Esperia. L’istituto prosegue la ricerca di ulteriori opportunità di aggregazione nei settori Wealth management e Specialty finance. Una fonte vicina agli azionisti ha rivelato che finora non sono arrivate né disdette né manifestazioni di intenti dal patto di sindacato. L’accordo parasociale, che lega poco più del 31% del capitale, scadrà a fine anno e si rinnova automaticamente per due anni, salvo disdette tali da portare la quota sindacata sotto il 25%.

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