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Vola il surplus tedesco malgrado il richiamo Ue Schaeuble: “Bene Renzi”

Per la prima volta nella storia l’export tedesco sfonda la soglia psicologica dei 100 miliardi di euro. Nonostante le sollecitazioni della Ue e del Fondo monetario ad importare di più per sostenere i partner più deboli e dunque la stessa ripresa europea, la Germania a luglio sbriciola ogni record: le esportazioni volano a ben 101 miliardi, con un aumento del 4,7%. L’import invece è sceso dell’1,8%.

Il dato tedesco fa ancora più impressione se si considera la situazione del resto di Eurolandia, Italia in testa. Morgan Stanley, per esempio, rivede al ribasso le previsioni sull’andamento del Pil nazionale (— 0,2%). Le conclusioni di questi analisti sono che l’Italia nel 2014 «resterà probabilmente in recessione per il terzo anno di fila ». Dunque i venti di ripresa non ci sarebbero proprio.
Allo stesso modo, il superindice Ocse segnala per l’economia nazionale una «perdita di slancio» nella crescita. Dopo mesi di piccoli segnali positivi, a luglio l’incremento di questo indicatore è stato minimo: appena lo 0,01% rispetto al mese precedente. Significa una economia in stallo. Restano invece stabili le indicazioni per la Francia, al rallenty quelle per la Germania e in miglioramento quelle della Spagna a cui vengono raccomandate riforme. Il tutto in un quadro europeo ancora fragile e incerto.
Troppo, secondo la Bce che la scorsa settimana ha deciso di tagliare i tassi e di prendere una serie di misure per sostenere l’economia europea. Tutti i paesi di Eurolandia si stanno attrezzando per meglio attuarle. La Banca d’Italia, in particolare, in vista delle maxi aste di liquidità dell’Eurotower decide ora di allargare la gamma dei prestiti che le banche possono utilizzare a garanzia delle operazioni di finanziamento con l’eurosistema. I provvedimenti, che entreranno in vigore dal 10 settembre, sono finalizzati ad incentivare il credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese. In una nota l’istituto centrale si dice convinto che il nuovo «collaterale», così si chiama in gergo tecnico, faciliterà la partecipazione delle banche italiane alle operazioni di rifinanziamento (Tltro) che la Bce si appresta a varare. Sono ammessi anche finanziamentipiù rischiosi.
Oltre alle misure, la Bce ha nuovamente raccomandato ai governi di varare subito le riforme strutturali promesse, senza tentennamenti. Nella visione del presidente Draghi, il gran dibattito sulla flessibilità delle norme Ue, assai caro al premier Renzi, viene senz’altro dopo la loro attuazione pratica e non prima. La Germania pare in linea. Non a caso il ministro Schaeuble assicura che sì, certo, Renzi sta seguendo un approccio «assolutamente giusto» sulle riforme ma aggiunge: «Posso solo sperare che abbia successo». Nella sua analisi lo sforzo riformatore «non è mai facile». Quindi chiarisce: «La gente preferisce sempre la strada più comoda, per esempio quella di spendere soldi stranieri. Ma questo nel breve periodo non aiuta e fa danni nel lungo». Schaeuble si è anche detto preoccupato per la troppa liquidità nel sistema e fiducioso su Eurolandia: «Non scivolerà in nessuna crisi».
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